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AMBROSETTI CLUB ECONOMIC INDICATOR

Una chiusura d’anno con aspettative in crescita e maggiore fiducia nel futuro

Gli indicatori dell’Ambrosetti Club Economic Indicator sono arrivati alla 15esima rilevazione. Dall’ultima rilevazione di settembre molti sono i fatti che hanno cambiato il panorama internazionale e nazionale.

Una chiusura d’anno con aspettative in crescita e maggiore fiducia nel futuro

Ottimismo nonostante l’incertezza

La vittoria di Trump e le promesse del neo presidente di importanti incentivi fiscali e investimenti infrastrutturali hanno rafforzato il biglietto verde che ha raggiunto il livello più elevato negli ultimi 14 anni, contro un paniere di riferimento di valute straniere chiamato Dollar Index (il Dollar Index è composto da Euro (EUR) 57,6%; yen (JPY) 13,6%; Sterlina inglese (GBP) 11,9%; Dollaro canadese (CAD) 9,1%; Corona svedese (SEK) 4,2%; Franco svizzero (CHF) 3,6%).

L’OPEC ha firmato un patto globale di riduzione della produzione di petrolio, il primo da 15 anni, con l’importante adesione della Russia (primo produttore al mondo di greggio) e di altri Paesi non OPEC per sostenere i prezzi del petrolio. L’effetto immediato è stata una stabilizzazione del prezzo del petrolio intorno ai 55 Dollari al barile (vs i 45 Dollari pre-accordo).

Sono proseguiti, purtroppo, casi di terrorismo a Istanbul, al Cairo e a Berlino.

Sul fronte nazionale, il terremoto nel Centro Italia ha causato danni molto ingenti con crolli in 100 comuni causando fino a 40.000 sfollati.
Il Governo Renzi si è dimesso dopo la sconfitta sul referendum costituzionale, sostituito da Paolo Gentiloni che ha preso la guida del Consiglio dei Ministri.
Il Monte dei Paschi di Siena non è riuscito, come era prevedibile, a trovare risorse sui mercati per l’aumento di capitale, e il nuovo Governo ha stanziato un fondo totale di 20 miliardi di Euro per ricapitalizzazioni precauzionali in istituti di credito che si dovessero trovare in difficoltà nel prossimo futuro.

Gli osservatori nazionali e internazionali temevano che questi eventi, con la sola eccezione dell’accordo OPEC, avrebbero riservato un potenziale di destabilizzazione politico-economica molto alto. I mesi precedenti, le rinnovate tensioni migratorie, la Brexit, il tentato colpo di stato in Turchia e gli attentati a Istanbul, a Orlando (USA), a Nizza (Francia) e a Monaco di Baviera (Germania) avevano già alimentato un clima di incertezza e tensione per il futuro.

Oggi le prospettive future non sembrano risentire di quanto successo e di alcuni avvenimenti molto temuti dagli operatori finanziari, dagli economisti e dagli osservatori delle dinamiche sociali.

Con riferimento all’Europa e all’Italia è molto probabile che l’attuale situazione, che rimane leggermente positiva in termini di crescita economica e occupazionale, sia anche il frutto delle azioni della BCE e dell’ombrello protettivo contro qualsiasi attacco speculativo diretto nei confronti dell’Eurozona.
L’8 dicembre scorso la BCE ha comunicato che continuerà a iniettare liquidità nel sistema ad un ritmo di 80 miliardi di Euro al mese, in modo costante e senza scossoni ad un passo di 20 miliardi di Euro alla settimana, tramite l’acquisto di titoli pubblici. Da aprile dell’anno prossimo gli acquisti continueranno fino ad almeno dicembre 2017 ad un ritmo leggermente inferiore e pari a 60 miliardi di Euro al mese.
Oggi, a distanza di 1 anno e 9 mesi, la BCE ha in bilancio attività pari al 35% del PIL dell’Eurozona, rispetto alla FED che detiene attività pari al 25% del PIL statunitense. Questi numeri evidenziano l’unicità, la profondità e la forza dell’azione della BCE.

Guardando al 2017 in Europa, la Commissione Europea e i principali Istituti europei indicano una continuazione della crescita, anche se a ritmi contenuti.

Con riferimento all’Italia i nostri indicatori di sentiment raggiungono livelli record o livelli che si avvicinano ai massimi storici. Inoltre, tutti i nostri indicatori mostrano dei miglioramenti rispetto alla rilevazione di settembre.

Il valore dell’indicatore di sentiment relativo all’andamento attuale del business raggiunge il record storico, quasi triplicando rispetto al dato di settembre e collocandosi ad un livello superiore del 50% rispetto alla media delle rilevazioni effettuate nei primi tre trimestri dell’anno, da gennaio a settembre.

I nostri indicatori si basano su una survey che realizziamo per la business community di Ambrosetti Club, composta da oltre 350 imprenditori, amministratori delegati e rappresentanti dei vertici aziendali delle più importanti società italiane e multinazionali che operano nel nostro Paese.

Gli indicatori vanno letti nel modo seguente: valori sopra lo zero indicano che il sentiment è positivo e si prevede un’espansione dell’attività economica, viceversa valori sotto lo zero indicano che il sentiment è negativo e si prevede una contrazione dell’attività economica.


Valutazione della situazione attuale del business

L’indicatore di sentiment sulla situazione attuale dell’economia in Italia si attesta a 31,7 punti, record storico da inizio rilevazioni e in forte crescita rispetto ai 12,2 punti di settembre.


Prospettive del business a sei mesi

Indicazioni positive emergono anche con riferimento alle aspettative sull’attività economica nel prossimo futuro. L’indicatore si attesta a 37,3 punti, tra i migliori risultati di sempre, più che triplicando il valore rispetto allo scorso settembre. Questi risultati mostrano una significativa ripresa e un aumento della fiducia nei prossimi mesi.


Previsione sul mercato del lavoro a 6 mesi

Anche sul fronte dell’occupazione il sentiment risulta positivo e aggiorna il record storico a 12,7 punti, 4 volte superiore rispetto a settembre dove si era fermato a 3,3. Dobbiamo evidenziare come nonostante i valori positivi e in miglioramento, l’indicatore di sentiment sull’occupazione è caratterizzato da valori più contenuti rispetto agli altri.


Previsione sugli investimenti a 6 mesi

Sul fronte degli investimenti continua il lento, ma costante, miglioramento delle ultime rilevazioni. L’indicatore si attesta a 29,5, in crescita rispetto a 25,6 del terzo trimestre, 23,3 del secondo trimestre e 15,6 del primo trimestre.


Conclusioni
I risultati dell’Ambrosetti Club Economic Indicator mostrano segnali di positività e crescita rispetto ai valori attuali, con riferimento all’attività economica, all’occupazione e agli investimenti. In particolare, il sentiment sulla situazione attuale del business e sull’occupazione futura segnano i record storici, mentre i dati di sentiment sull’andamento economico futuro e sugli investimenti si collocano molto vicino ai record storici.

Come si diceva inizialmente, nonostante uno scenario di turbolenza ed instabilità, il sentiment della nostra business community risulta in crescita su valori che aggiornano i record storici o gli sono molto vicini.

Alcune conferme della situazione di positività che viviamo, nonostante i sopra-citati fattori di potenziale instabilità, le indica Luigi Del Monaco, General Manager di Parmalat e membro di Ambrosetti Club. Indipendentemente dai diversi Governi, i fattori importanti per il business e gli investimenti, su cui Del Monaco non vede grossi cambiamenti, sono la stabilità del Paese e la coerenza e continuità dell’azione del nuovo Governo. Infatti, è l’instabilità politica che genera minore fiducia nei consumatori e, quindi, può impattare negativamente sui consumi. Parmalat continua a investire in Italia e non ha nessun cambiamento in programma nei prossimi mesi. Anche Emilio Petrone, Amministratore Delegato di Sisal Group e membro di Ambrosetti Club, indica nella stabilità e nella continuazione delle riforme gli elementi importanti per l’economia italiana.

Entrambi concordano sul fatto che sia indispensabile procedere ad una standardizzazione legislativa e all’introduzione di regole comuni tra le diverse Regioni d’Italia. Ad esempio Parmalat ha in Italia 10 impianti produttivi in 5 regioni, ognuna delle quali ha legislazioni differenti. Sisal deve far fronte a legislazioni sul gioco differenti non solo tra Regioni, ma spesso anche tra Comuni tra loro confinanti.

Infine, si conferma l’importanza di continuare verso la riduzione del peso della burocrazia e del carico fiscale complessivo sulle imprese.

I fatti che hanno caratterizzato il 2016 avrebbero potuto portare ad un periodo di forte instabilità globale. Probabilmente molto di quanto successo si misurerà col tempo nel prossimo futuro, ma per ora è vero il detto che la vita è per il 10% cosa accade e per il 90% come si reagisce agli eventi.

Per ora la reazione sembra aver preso una impostazione positiva. Che il 2017 ci riservi massima serenità e successi!




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