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Siamo pronti a giocare la partita dell’Industria 4.0?

Quali sono le sfide e le opportunità dell’Industria 4.0? Sono pronte le nostre aziende, specialmente le PMI, a cavalcare l’onda? La Community Innotech di Ambrosetti Club, insieme ad Assolombarda, si è seduta intorno al tavolo per cercare di rispondere a queste domande.

Siamo pronti a giocare la partita dell’Industria 4.0?

Industria 4.0: non è un’operazione da singola azienda ma da ecosistema digitale

Entro il 2020 oltre 32 miliardi di oggetti saranno connessi a internet (Internet of Things), producendo un terzo dei dati disponibili a livello globale. La manifattura additiva (3D printing) ha oggi un mercato di 4,1 miliardi di dollari (2014). Tale valore supererà i 20 miliardi di dollari nel 2020.

Siamo pronti a tutto questo?

La Community Innotech di Ambrosetti Club, insieme ad Assolombarda, si è seduta intorno al tavolo per cercare di rispondere a questa domanda. Protagoniste indiscusse di questo dibattito sono state alcune delle eccellenze del nostro Paese: aziende che sono passate dalla teoria alla pratica.

Quali sono le sfide e le opportunità dell’Industria 4.0? Sono pronte le nostre aziende, specialmente le PMI, a cavalcare l’onda?

Per l’Italia questa è una sfida determinante. Il nostro Paese è al secondo posto in Europa nella “classifica della manifattura”, in termini di valore aggiunto, ed è il quinto al mondo a livello di surplus commerciale. Ma purtroppo queste posizioni sono a rischio ed il trend non è positivo: se si guarda al peso della manifattura sul PIL, si nota che siamo passati da una quota del 20% nel 2000 al 16% del 2016.

È una discesa che va assolutamente invertita e l’Industria 4.0 rappresenta un’opportunità che può aiutare a cambiare la rotta.

Se da una parte le grandi aziende e le multinazionali stanno andando verso il 4.0 con azioni concrete e investimenti ingenti nell’automazione, molte altre, specialmente le PMI, non hanno ancora avviato iniziative di peso.

 

Dalla viva voce delle aziende è emersa con forza la necessità di affrontare la sfida e cogliere le opportunità dell’Industria 4.0 per aumentare la competitività, la produttività e l’occupazione. Il Piano Calenda prevede investimenti innovativi per 10 miliardi di Euro per il periodo 2017-2020, che dovrebbero portare all’incremento degli investimenti privati per 80-90 miliardi nel 2017.

È vero che la rivoluzione “si fa in azienda” ma si sostiene anche e soprattutto a livello di sistema Paese. Senza un ecosistema abilitante, le aziende non possono competere ad armi pari a livello internazionale. Sostegno economico alle imprese, sviluppo di competenze avanzate a partire dalla formazione scolastica e diffusione della cultura digitale sono azioni necessarie per rendere il nostro Paese veramente 4.0.

Si tratta di un’occasione importante anche per valorizzare le eccellenze tecnologiche del nostro Paese, celebrate più volte durante la riunione, e spesso riconosciute a livello internazionale.

E’ necessario però agire con senso di urgenza cercando di rispondere velocemente a questa (ultima?) chiamata in maniera strategica, sistemica ed organizzativa.

L’avvento dell’Industry 4.0 modificherà il normale rapporto di lavoro nei settori manifatturieri. Le due direttrici saranno una maggiore flessibilità sui tempi e i luoghi di lavoro, insieme a una maggior transizione tra posti di lavoro e una rinnovata importanza del ruolo della formazione digitale.

Nella fabbrica 4.0 il sistema fisico e quello digitale sono sempre più interconnessi ed i (vecchi) modelli di business probabilmente non funzioneranno più.

 

Si tratta di una rivoluzione culturale più che digitale!

Oltre ad investire in macchinari più tecnologici, più produttivi e più connessi, bisogna preparare le nuove generazioni con competenze 4.0 per garantire una nuova e adeguata professionalizzazione dei lavoratori nella Digital Enterprise.

Ma diciamoci la verità, da questo punto di vista il nostro Paese non eccelle e l’offerta formativa nelle scuole non sembra aver intercettato il senso di urgenza che invece si respira in azienda.

Rispetto alla media europea, per esempio, i professionisti in ICT sono al di sotto della media europea. Secondo la Commissione Europea ogni anno abbiamo bisogno di 150 mila esperti di informatica aggiuntivi e per il futuro si stima che il 90% dei posti di lavoro richiederà una qualche forma di conoscenza digitale.


Questa dunque la Roadmap per l’Industria 4.0:
  • Visione di lungo periodo sia tecnologica che di business e posizionamento strategico
  • Capacità progettuale integrata di prodotto, processo e servizio
  • Governance adeguata con un approccio ad ecosistema
  • Apertura al mondo esterno
  • Competenze, competenze, competenze.

E intanto il mondo corre. Più di quello che immaginiamo.


Sono intervenuti all’incontro:


Guarda il video con gli insights emersi durante la riunione

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