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Antibiotici: istruzioni per l'uso

Il 18 novembre si è celebrata la giornata europea degli antibiotici, un’iniziativa di sanità pubblica nata nel 2008 con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini e gli operatori sanitari sull’uso prudente degli antibiotici e sulla minaccia rappresentata dalla resistenza alla terapia antibiotica.

Antibiotici: istruzioni per l’uso

Il 18 novembre si è celebrata la giornata europea degli antibiotici, un’iniziativa di sanità pubblica nata nel 2008 con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini e gli operatori sanitari sull’uso prudente degli antibiotici e sulla minaccia rappresentata dalla resistenza alla terapia antibiotica. Inoltre, per la prima volta quest’anno questa giornata si inserisce all’interno della “Settimana mondiale per l’uso prudente di antibiotici” (First World Antibiotic Awareness Week), lanciata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) nell’ambito di una campagna il cui slogan è “Antibiotics: handle with care” (Antibiotici, maneggiare con cura) [fonte: www.salute.gov.it].

La resistenza agli antibiotici è la capacità dei microrganismi di resistere ai trattamenti: la trasformazione di un batterio in un organismo resistente è un meccanismo evolutivo naturale dovuto a mutazioni del corredo genetico in grado di proteggere il batterio dall’azione del farmaco. Tra le cause figurano l’abuso di antibiotici, condizioni igienico-sanitarie inadeguate e il largo utilizzo che degli antibiotici si è fatto nell’allevamento e nell’agricoltura. L’importanza di fronteggiare tale fenomeno deriva dalle conseguenze che esso produce che si traducono in una mancata efficacia della terapia farmacologica – con conseguente aumento della mortalità – in un aumento della spesa sanitaria e nell’allungamento dei tempi di degenza.

Nei Paesi dell’Unione Europea circa 25.000 pazienti muoiono annualmente a causa di infezioni da germi resistenti alla terapia antibiotica, con conseguente aumento dei costi sanitari supplementari e perdite di produttività pari ad almeno 1,5 miliardi di euro.

In Italia, secondo quanto rilevato dalla sorveglianza dell’antibiotico resistenza Ar-ISS26-31, la resistenza agli antibiotici si mantiene tra le più elevate in Europa, quasi sempre al di sopra della media. Molto superiore alla media europea è anche il consumo di farmaci antibiotici in ambito umano.

L’utilizzo inappropriato degli antibiotici deriva da una serie di cause che si manifestano sia lato paziente che lato medico:

  • Sul lato paziente il fenomeno può essere spiegato dalla disinformazione e dalla diffusione di falsi miti come ad esempio la credenza che gli antibiotici possano essere utilizzati per trattare raffreddori e sindromi influenzali, senza considerare che questi farmaci non combattono i virus, ma soltanto i batteri.
  • Sul lato medico, invece il fenomeno è frutto di fattori diversi come l’abitudine alla prescrizione di questi farmaci, la sottovalutazione degli effetti a lungo termine legati proprio all’antibiotico resistenza o la debolezza di fronte alle pressioni dei pazienti.
Il Paese però si sta muovendo.

Il controllo e la prevenzione dell’antibiotico resistenza sono stati riconosciuti come priorità di sanità pubblica e sono stati inseriti nel macro obiettivo del Piano Nazionale Prevenzione che mira a ridurre la frequenza di infezioni/malattie infettive prioritarie. Nello specifico, il Piano identifica campagne informative e formative quali strategie efficaci per prevenire il manifestarsi e il diffondersi dell’antibiotico resistenza.


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