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Tecnologia

Internet of Things: siamo davanti ad un vero "salto"?

“Internet of Things” farà diventare “antico” quanto oggi conosciamo e sperimentiamo. Ma alcuni ostacoli potrebbero rallentarne lo sviluppo.

Internet of Things: siamo davanti ad un vero “salto”?

Internet of Things: nasce un Osservatorio per creare un collegamento forte tra pubblico e privato

Articolo di Alessandro De Biasio, Partner e Responsabile Area Strategia e Strategia di internazionalizzazione

L’Internet delle Cose (Internet of Things – IoT) rappresenta la prossima evoluzione di Internet ed è caratterizzato da un potenziale di miglioramento esponenziale nella capacità di raccogliere in modo granulare, analizzare e distribuire dati convertibili in informazioni e conoscenza.


Una rete di dispositivi

Si parla di Internet delle Cose dal momento in cui (tra il 2008 e il 2009) a Internet hanno iniziato a essere connesse più “cose (o oggetti)” che persone. Nel 2003 sulla Terra vivevano all’incirca 6,3 miliardi di persone e i dispositivi connessi a Internet erano circa 500 milioni. Nel 2010, anche a seguito dell’incredibile boom di smartphone e tablet, il numero di dispositivi connessi a Internet è salito a 12,5 miliardi, mentre la popolazione mondiale è cresciuta fino a 6,8 miliardi. Si prevede che i dispositivi connessi a Internet raggiungeranno quota 25 miliardi entro il 2015 e 50 miliardi entro il 2020.

Non aumenterà solo il numero dei dispositivi, ma cambierà anche la composizione relativa del patrimonio di strumenti disponibili, con un incremento straordinario nel numero di sensori integrati nell’ambiente (il tutto collegato da sistemi informatici, software e servizi), che consentiranno di accedere a un volume di informazioni straordinario.


Le opportunità sociali

L’impatto, in termini di migliore uso delle risorse naturali, di capacità di garantire migliori servizi alla popolazione, di salvaguardia del territorio (grazie alla dimensione sensoriale diffusa che Internet acquisterà, rendendo possibile la gestione e lo smistamento di dati relativi a temperature, pressioni, vibrazioni, luce, umidità, tensione), di generazione di nuove attività economiche, di attuazione di migliori processi decisionali a tutti i livelli, sarà stupefacente.

Gli ambiti di applicazione sono molto vasti, dalla salute, alla pubblica amministrazione, all’energia, al turismo, alla gestione del territorio, degli edifici e delle opere pubbliche, all’agricoltura, ad altri ulteriori ambiti.

Le possibilità per il nostro Paese, soprattutto in termini di miglior funzionamento della “macchina” pubblica e di incrementi di produttività delle imprese, sono estremamente rilevanti. Occorre però lavorare fin d’ora perché questi risultati possano essere colti, creando un forte collegamento pubblico-privato, definendo protocolli di collaborazione e iniziando a creare progetti comuni che consentano la diffusione della conoscenza e delle competenze necessarie a governare questa nuova, promettente fase. Occorre soprattutto individuare priorità verso quali gli attori attivi sul territorio, istituzionali e privati, possano convergere portando ciascuno un proprio contributo, ordinato al raggiungimento di un risultato comune.

L’Osservatorio Internet delle Cose, nato su sollecitazione di Regione Lombardia, è stato avviato da The European House – Ambrosetti per individuare proposte e progetti per il territorio in questo ambito, con il sostegno di un gruppo di aziende leader in ambito tecnologico.




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