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Coronavirus

Speciale Covid-19: tutti gli aggiornamenti dal nostro programma di webinar

Come 1° Think Tank Privato in Italia avvertiamo forte la responsabilità sociale di fornire approfondimenti sulle dimensioni della crisi che ci sta colpendo a causa della diffusione del Covid-19. Abbiamo coinvolto esperti italiani e internazionali in un intenso programma di webinar che analizzino gli aspetti sociali, medico-scientifici, economico-finanziari e politici dell’epoca che stiamo vivendo.

Speciale Covid-19
Speciale Covid-19
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Speciale Covid-19

SPECIALE COVID-19

15 – 20 marzo 2020

Nella difficile situazione che tutti (persone ed aziende) stiamo vivendo, The European House – Ambrosetti sta cercando di portare un contributo di utilità e valore fornendo approfondimenti sulle molteplici dimensioni della crisi che ci sta colpendo.

Questo vuole anche essere un segno di attenzione e “responsabilità sociale” verso le persone, la maggior parte delle quali si troverà nelle prossime settimane a lavorare da casa (pur interagendo con i colleghi mediante tools e piattaforme varie).

Come 1° Think Tank Privato in Italia e grazie al network di esperti italiani ed internazionali stiamo realizzando paper e webinar per fornire una serie di approfondimenti sul nuovo Coronavirus secondo quattro direttive principali:

  • Sociale
  • Scientifico/medico
  • Economico/finanziario
  • Politico

Molti contenuti sono veicolati attraverso i nostri canali digitali.

Di seguito trovate una sintesi di alcuni webinar che abbiamo realizzato nella settimana dal 15 al 20 marzo.


Il mondo dopo il Coronavirus: cosa cambia negli equilibri internazionali

Webinar 16 Marzo 2020

Vittorio Emanuele Parsi, Professore Ordinario di Relazioni Internazionali,
Università “Cattolica del Sacro Cuore” di Milano

Il Coronavirus ha aperto una importante riflessione su quali sono gli impatti sui sistemi socio-economici dei vari Paesi che sono più o meno colpiti, ma quali impatti avrà la crisi del Coronavirus sul quadro geopolitico globale e sugli equilibri internazionali?

Nella sostanza non si avranno cambiamenti sostanziali nella gerarchia del sistema politico internazionale, potranno cambiare però le interdipendenze specifiche del quadro globale e gli effetti di tali interdipendenze.

E anche se non governato, e persino se dovesse ridursi o venire meno l’interdipendenza economico-finanziaria, un certo grado di interdipendenza resterà: negli aspetti più destabilizzanti, dai virus, ai flussi migratori, alle minacce ambientali.  Il Coronavirus ha generato un rallentamento nell’economia della Cina ma il vantaggio per un’economia come quella degli Stati Uniti è stato di brevissima durata. La Cina adesso sta riprendendo a pieno regime le attività produttive ma non avrà alcun beneficio dai rallentamenti delle altre economie, perché il sistema globale è molto interconnesso e interdipendente. Dopo il Coronavirus anche la Belt & Road Initiative sarà dimensionata rispetto alle attese.

L’emergenza Coronavirus ha rivelato le differenze di posizione tra i Paesi.

Ad esempio, in questa situazione gli USA hanno mostrato un raffreddamento della leadership e del loro sentimento di appartenenza alla cosiddetta  comunità occidentale, alle Democrazie occidentali.

Sono emerse inoltre alcune differenze tra il sistema sanitario americano e quello dei sistemi europei e tra modelli diversi dei Paesi europei stessi, che impattano sulle politiche di risposta che in queste settimane i vari Governi stanno approntando. Dal punto di vista sanitario, gli Stati Uniti non hanno un sistema forte se confrontato con i sistemi europei.

In Europa, la leadership del sistema europeo detenuta dalla Germania non dovrebbe cambiare in quanto la reazione della Germania sembra essere positiva e il sistema stesso economico, produttivo e sanitario è solido.

Il modo in cui l’Italia sta rispondendo e risponderà a questa gravissima crisi ha un ruolo cruciale perché influenza la percezione stessa del nostro operato e della solidità del Paese nel suo complesso.

L’interdipendenza a livello globale è una realtà ed è probabile che continui ad esistere, sia pure con ridimensionamenti e cambiamenti anche nel prossimo futuro.  Sarà sempre più cruciale riuscire a governarla favorendo un grado di cooperazione internazionale. Sarà necessario una nuova Bretton Woods, cioè dotare i Governi nazionali degli strumenti adeguati per favorire la gestione condivisa delle sfide internazionali.

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Coronavirus in Italia: stato dell’arte e previsioni per le prossime settimane

Webinar – 17 marzo 2020

Carlo Signorelli, Professore Ordinario di Igiene e Sanità Pubblica e

Direttore Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva,

Università Vita-Salute San Raffaele

La pandemia del COVID-19, partita dal Continente asiatico e sviluppatasi in Europa e in altri Paesi, tra cui anche l’America. In molti Paesi Europei, con un ritardo di circa 10 giorni rispetto a quanto accaduto in Italia, è in atto un aumento del contagio.

Le modalità differenti di rilevazione della causa primaria o finale del decesso è la spiegazione ai differenti tassi di mortalità tra Italia ed altri Paesi. La Spagna risulta il Paese Europeo in questi giorni con la più rapida crescita, probabilmente anche per le abitudini di vita sociale. La storia ci insegna che spesso le isole, a causa della posizione geografica, hanno un impatto minore e ciò in parte può giustificare i numeri nel Regno Unito. Il Coronavirus è un virus ad alta contagiosità che si trasmette per via area attraverso le goccioline, ha un’incubazione media di 5-6 giorni con un massimo di 2 settimane.

Sappiamo inoltre che il virus resiste anche sulle superfici per qualche ora o giorno. Le caratteristiche di questo virus, i cui effetti sono gravi in quasi il 10% dei casi, rendono il concetto di immunità di gregge non applicabile.

La strategia che l’Italia ha adottato, attraverso una serie di misure restrittive, è guidata da tre direttrici:

  1. Ritardare e appiattire il picco epidemico
  2. Guadagnare tempo e ridurre l’impatto sul Servizio Sanitario Nazionale
  3. Ridurre il numero complessivo di contagiati

Le misure di prevenzione personali sono la distanza di almeno un metro tra le persone e il lavaggio delle mani; igiene personale e pulizia sono indispensabili per limitare la diffusione del virus.

Gli interventi presi a livello centrale di restrizione alla mobilità e di chiusura di alcune attività sono indispensabili in questa fase per mitigare gli effetti di questa pandemia.

L’evoluzione attuale che ha avuto l’epidemia nel nostro Paese non era facilmente prevedibile. La scarsa conoscenza del virus e l’elevata contagiosità anche negli asintomatici, hanno fatto esplodere il numero di casi in poco tempo. Attualmente il nostro sistema sanitario, che sta reagendo bene a questa emergenza, si trova ad affrontare due grandi criticità: la disponibilità e le modalità di gestione delle terapie intensive e la disponibilità degli strumenti di protezione individuale (mascherine) soprattutto per gli operatori sanitari.

A livello individuale il rispetto dei comportamenti indicati dalle istituzioni sanitarie e il distanziamento sociale sono essenziali, ed insieme alle regole definite a livello centrale, potranno portare nei prossimi giorni ad un rallentamento della crescita della curva epidemica e poi ad un progressivo calo. La rapidità della discesa della curva epidemica dipenderà dalla capacità di rispettare e mantenere queste misure di distanziamento sociale.

Tra qualche settimana il nuovo scenario imporrà una nuova sfida: conciliare le esigenze di sanità pubblica con il bisogno di far ripartire il sistema economico-produttivo e le varie attività. Sarà indispensabile ripartire con nuove regole di comportamento e di gestione del lavoro e degli spazi collettivi per evitare una ripresa dell’epidemia e la creazione di una seconda curva epidemica nei prossimi mesi.

I tempi di sviluppo di un vaccino non sono compatibili con i tempi di gestione attuale del COVID-19, che richiede invece una risposta immediata.

Le sperimentazioni in atto su alcune terapie farmacologiche antivirali e per artrite reumatoide invece potrebbero aprire alcune opportunità importanti per i pazienti anche nel breve periodo.

L’esito della battaglia contro l’epidemia di COVID-19 dipende una serie di azioni: misure di prevenzione generali, comportamenti individuali nonchè regole e modalità di gestione differenti degli ambienti collettivi.

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Dalla vulnerabilità alla resilienza: come gestire le istituzioni e le imprese ai tempi del Coronavirus

Webinar 19 Marzo 2020

Valerio De Molli, Managing Partner e Amministratore Delegato, The European House – Ambrosetti; Enrico Giovannini, Professore ordinario di Statistica Economica, Università di Roma “Tor Vergata”

Key points dall’intervento di Valerio De Molli

Negli ultimi giorni si è registrata una crescita rilevante della curva dei contagi a livello globale, con un aumento significativo anche in altri Paesi Europei, oltre all’Italia, quali la Spagna, la Francia e la Germania.

Anche i dai relativi ai decessi, sebbene non perfettamente confrontabili per i diversi criteri di rilevazione dei vari Paesi, destano preoccupazione.

L’Italia, al 16 marzo, registra 35.713 casi, di cui il 50% in Lombardia, prevalentemente nelle province di Bergamo e Brescia.

L’andamento della curva dei casi dell’Italia è simile a quello della Cina nello stesso periodo in cui erano state avviate le misure di quarantena.

Qualora le misure di contenimento dell’Italia, seppur diverse da quelle della Cina, e le regole di comportamento siano rispettate in modo efficace, si potrebbe avere uno scenario di evoluzione dei contagi, dopo il periodo di quarantena, che inizia ad essere discendente come avvenuto in Cina, o nel contesto lodigiano.

Gli scenari possibili che possiamo immaginare dipendono dalla capacità di rispetto delle misure restrittive indicate dal Governo.

Sul fronte economico, il COVID-19 avrà un impatto altrettanto rilevante.

Si stima che porterà per il 2020 ad una contrazione del PIL tra il 2,5 ed il 3,5%, senza considerare gli impatti derivanti dalle interdipendenze tra le filiere di produzione mondiale e gli impatti negativi che la contrazione cinese potrebbe provocare sulla manifattura europea.

Highlights dall’intervento di Enrico Giovannini

Passare dalla vulnerabilità che ha portato il Coronavirus alla resilienza dei sistemi è la grande sfida per tutti, sia per i Governi che per le aziende.

La ripartenza dei vari settori industriali non avverrà nello stesso momento per tutti. Il settore del turismo certamente avrà tempi diversi dal settore automobilistico, il settore manifatturiero risentirà, in molti casi, della interdipendenza con altri settori europei. E’ indispensabile attuare un processo di foresight, cioè di immaginare scenari diversi a cui legare le scelte di investimento.

Dalla durata e dall’intensità dello shock sui Paesi e sulle aziende dipendono la scelta di risposta in termini di assorbimento, adattamento o trasformazione.

Il nuovo paradigma delle politiche, riclassificate in cinque ambiti: prevenzione, preparazione, protezione, promozione (4P) e trasformazione (1T). Elemento chiave diviene la trasformazione socio-produttiva che i sistemi riescono a mettere in atto. Sarà necessario creare due team in parallelo, acconto ad una unità di crisi, creare un’unità di resilienza, costituita da vari esperti che possano individuare occasioni per la ripartenza e le trasformazioni necessarie di tipo strategico, tenuto conto della direzione nuova che è tracciata da questa crisi.

Occorre adottare il modello delle 4P+1T, le aziende devono mobilitare persone con età diverse ed esperienze diverse e avviare quel processo di trasformazione. L’approccio cooperativo in momenti di crisi è molto difficile da attuare, ma diventa una via necessaria per ripartire.

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Pandemie e previsioni: mappare la diffusione dei virus grazie a Big Data e A.I.

Webinar 20 marzo 2020

Alessandro Vespignani, Director of the Network Science Institute & Stenberg Family Distinguished Professor of Phisycs and Informatics, Northeastern University, USA

Highlights 

Negli ultimi 10 anni è cambiato qualcosa quando parliamo di datificazione. Si è iniziato a digitalizzare una quantità di dati, che sono machine readable, enorme, ciò ha cambiato la capacità di fare scienza e leggere i fenomeni. La velocità di diffusione delle epidemie è cambiata, in quanto lo sviluppo delle connessioni grazie ai trasporti aerei ha annullato le distanze e ridotto i tempi di collegamento.

Costruire modelli che integrano i dati della popolazione, della mobilità e dell’epidemia consente di avere dei modelli complessi e sempre più vicini alla realtà, che aiutano a costruire degli scenari possibili e cercare di cambiare quindi la traiettoria della patologia.

L’ evoluzione del contagio del nuovo Coronavirus, che ha avuto inizio in Cina a Dicembre 2019, è differente dall’evoluzione che ha avuto la SARS del 2002 anche per il livello di contagiosità anche senza sintomi e nel periodo di incubazione che si sta riscontrando nel Covid-19.

La strategia attuale dei vari Paesi, inclusa l’Italia, è di cercare di appiattire la curva dei contagiati, per consentire ai sistemi sanitari di gestire un numero più basso di malati.

La chiusura tempestiva di scuole e di tutte le attività è stata importantissima nelle azioni adottate dalla Cina.

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THE EUROPEAN HOUSE – AMBROSETTI

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