27 Marzo 2026

Cernobbio: il conflitto in Medio Oriente allarma le imprese, ma l’impatto maggiore è atteso sull'UE

In occasione della sessione "L’economia globale: sfide e prospettive" del Workshop sulla Finanza di TEHA Group a Villa d'Este, gli oltre 200 manager e banchieri presenti hanno espresso le loro previsioni circa l'impatto del conflitto in Medio Oriente.

6 imprenditori su 10 a Cernobbio sono preoccupati per le ripercussioni del conflitto sul proprio business.

I dati del sondaggio tra i partecipanti mostrano infatti che il 51,2% dei partecipanti valuta l'impatto sulla propria attività con un punteggio medio-alto (tra 4 e 6 su una scala di 6), con circa una persona su dieci (9,8%) che definisce l'effetto già "molto significativo". La restante parte del campione si divide tra chi avverte un impatto moderato (il 18,3% ha risposto con un valore pari a 3) e chi, al momento, lo ritiene lieve (29,2% per le fasce 1 e 2).

Tuttavia, il pessimismo cresce sensibilmente quando lo sguardo si sposta dalle singole aziende al sistema politico ed economico europeo. L'impatto del conflitto sull'Unione Europea è considerato grave o molto grave dalla stragrande maggioranza dei presenti. I dati raccolti evidenziano che: il 76,2% dei rispondenti ritiene che l'impatto sull'UE sarà rilevante (punteggi 4, 5 e 6).

Nello specifico, ben il 27,3% dei partecipanti assegna il punteggio massimo di gravità ("Molto"), una percentuale quasi tripla rispetto a quella registrata per il business privato. Solo una minima frazione (3,4%) considera l'impatto sull'Unione Europea di lieve entità (punteggi 1 e 2).

In sintesi, mentre il mondo produttivo cerca di contenere gli effetti diretti sulle proprie attività, emerge una chiara richiesta di attenzione verso la tenuta geopolitica ed economica dell'Europa, percepita come il soggetto più vulnerabile nell'attuale scenario di crisi.