08 Giugno 2026

ESA Skills Digital Twin: competenze per l’ecosistema spaziale europeo

Lo spazio non è più soltanto un ambito di ambizione scientifica: è diventato un’infrastruttura strategica per la sovranità, la sicurezza e la competitività europea. Il settore è inoltre in rapida crescita, con 66.100 occupati a tempo pieno nel 2024, destinati a salire a 104.000 entro il 2030 se le tendenze recenti continueranno. Allo stesso tempo, l'inverno demografico, l’accelerazione tecnologica e la concorrenza di settori contigui stanno aumentando la necessità di competenze adeguate, sia per i ruoli attuali sia per quelli futuri dell’ecosistema spaziale europeo.


Industria spaziale: che cosa cerca davvero il mercato

Uno studio promosso dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e sviluppato da TEHA Group offre una lettura basata sui dati della forza lavoro spaziale europea e della sua evoluzione futura. I risultati dell’“ESA Skills Digital Twin Initiative” sono stati presentati durante l’ESA Future Skills Executive Roundtable, tenutosi presso la sede ESA di Parigi l’8 aprile 2026.

L’analisi mostra un mercato del lavoro fortemente concentrato: l’84% della domanda proviene da soli sei Paesi europei e il 65% è generato da cinque aziende. Sebbene le assunzioni rimangano fortemente orientate all’ingegneria, i datori di lavoro guardano sempre più oltre i profili aerospaziali, verso competenze nel software, nella qualità e nell’ingegneria meccanica, insieme a ruoli emergenti nei sistemi di IA, nel flight software e nella cybersecurity.

I risultati evidenziano inoltre la crescente importanza delle competenze trasversali e digitali. Pensiero analitico, problem solving, comunicazione e lavoro di squadra compaiono nella maggior parte delle vacancy, mentre le capacità digitali e legate all’intelligenza artificiale sono ormai "mission critical". Nel complesso, il settore cerca professionisti in grado di combinare solidità tecnica, competenze trasversali ed expertise digitale.


“La forza dell’ecosistema spaziale europeo dipenderà sempre più dalla disponibilità, dall’adattabilità e dalla qualità del capitale umano. Man mano che i sistemi spaziali diventano sempre più definiti dal software e interconnessi, il divario tra le capacità attuali e i bisogni futuri rischia di diventare un vero vincolo alla crescita e alla competitività.” Valerio De Molli, CEO e Managing Partner, TEHA Group


Perché i talenti non restano nell'ambito spazio

L’analisi dei percorsi professionali mette in luce una delle sfide strutturali più rilevanti del settore: trattenere i talenti nel tempo. Dei 13.764 laureati in ingegneria aerospaziale analizzati, solo il 28% lavora attualmente nel comparto aerospaziale, a conferma del fatto che le carriere nello spazio sono definite meno dalla permanenza e più dalla mobilità tra settori.

I talenti si spostano più frequentemente tra lo spazio e settori come l’accademia, il software e l’IT, la mobilità, l’ingegneria industriale e la consulenza. Questo conferma che le competenze aerospaziali sono altamente trasferibili e che il mondo accademico deve essere considerato un partner strategico per rafforzare la pipeline di talenti.

Anche la mobilità geografica è una caratteristica distintiva della forza lavoro aerospaziale europea: il 41% dei laureati lavora oggi in un Paese diverso da quello in cui ha studiato. Se il 25% resta comunque in Europa, il 16% si sposta fuori dal continente, con gli Stati Uniti come principale destinazione extraeuropea. All’interno dell’Europa, la Francia si distingue come l’unico Paese con un saldo positivo nei flussi di talenti, riflesso della forte attrattività della sua base industriale e dei principali attori del settore.



Credits courtesy of ESA


La corsa alle competenze è già iniziata

I risultati della survey mostrano che intelligenza artificiale e machine learning sono considerati le capacità più critiche per mantenere la competitività entro il 2030, seguite dalla cybersecurity e dall’ingegneria secure-by-design. Questo rafforza quanto emerge già dagli annunci di lavoro, che indicano una domanda crescente di competenze digitali e legate all’IA.

Allo stesso tempo, la prontezza organizzativa del settore nello sviluppare queste capacità su larga scala resta limitata, con frammentazione delle competenze, mentalità conservatrici e vincoli infrastrutturali che continuano a rallentare l’adozione.


Un’agenda sui talenti che l’Europa non può più rimandare

Nel loro insieme, questi risultati indicano la necessità di un’agenda più integrata sui talenti per l’ecosistema spaziale europeo.

La sola crescita della forza lavoro non sarà sufficiente a garantire la leadership europea nello spazio. Senza uno sforzo parallelo per aumentare la produttività, accelerare lo sviluppo delle competenze e migliorare la retention dei talenti, il settore rischia di espandere gli organici senza rafforzare la propria posizione competitiva. Affrontare questa sfida richiede una strategia coordinata e di lungo periodo che copra l’intero ciclo di vita delle competenze, dall’attivazione precoce dell’interesse per le STEM e dai percorsi educativi fino all’upskilling e al reskilling continui. In questa prospettiva, ESA, in quanto istituzione di riferimento dell’ecosistema spaziale europeo, è nella posizione ideale per favorire un maggiore allineamento e coordinamento tra Stati membri, industria, università e provider formativi.