07 Settembre 2025
Durante ogni edizione del Forum “Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive” organizzato a settembre da TEHA Group a Villa d’Este di Cernobbio, vengono proposti dei sondaggi agli oltre 200 fra manager e imprenditori presenti. Di seguito, gli esiti dei sondaggi della 51^ edizione, svoltasi il 5-6-7 settembre 2025.
Le imprese tra performance e prospettive di fatturato
Il primo televoto ha sondato il sentiment sulle performance e le prospettive di fatturato delle imprese.
Alla domanda sulla performance rispetto ai concorrenti nel 2025, il 26,8% degli intervistati ha dichiarato che la propria azienda sta andando “molto meglio” (nel 2024 erano il 20,4%) e il 36,6% “meglio”, mentre un altro 26,8% la ritiene “in linea” con i competitor. Solo il 9,8% segnala un andamento peggiore, confermando un quadro nel complesso positivo rispetto al 2024 e 2023.
Sulle prospettive di fatturato 2025, prevale un cauto ottimismo: il 32,4% prevede una crescita superiore al 10%, mentre solo una quota ridotta (2,7%) teme una flessione significativa (superiore al 10%).
I dati riflettono la resilienza del tessuto produttivo e la fiducia, pur prudente, nella capacità di affrontare le sfide economiche in corso.
Per manager e imprenditori Europa competitiva solo nei settori di nicchia
Degli oltre 200 fra manager e imprenditori intervistati più della metà (53,7%) ritiene che l’Europa sia in grado di competere con USA e Cina in innovazione esclusivamente in settori di nicchia, mentre un terzo (33,3%) lo esclude. Solamente una minoranza (13%) giudica positivamente la posizione dell’Europa in relazione ai due Paesi.
Per la maggior parte degli intervistati, i principali ostacoli all’adozione di tecnologie digitali emergenti in Europa risiedono nell’accesso al capitale (37,3%) e nella regolamentazione (31,4%). Tuttavia, anche il gap di competenze viene segnalato, votato dal 23,5%. Solo il 7,8% lamenta una difficoltà nell’accettazione sociale degli strumenti digitali.
Per un imprenditore su due l’Europa sarà più forte nei prossimi anni: ma il giudizio sulle politiche UE resta tiepido
L’Europa di oggi convince solo a metà, ma quella di domani ispira più fiducia.
Degli oltre 200 fra manager e imprenditori intervistati il 50% circa ritiene che l’Europa sarà più forte nei prossimi anni. La fetta che ipotizza un'Europa più debole è invece del 16% circa.
In una scala da 1 a 9 (da molto negativamente a molto positivamente) le azioni dell’Unione Europea in politica economica e industriale vengono giudicate in maniera positiva da oltre il 20% degli intervistati, con una fascia più pessimista più ampia che equivale a oltre il 60% della platea.
La politica del Governo Meloni promossa da oltre l’80% della platea
Degli oltre 200 fra manager e imprenditori intervistati, in una scala da 1 a 9 (da molto negativamente a molto positivamente), più dell’80% giudica positivamente l’operato del governo Meloni a metà mandato. Rispetto alle opposizioni, l’operato è giudicato negativo da un’ampia maggioranza, pari a oltre il 70%.