11 Maggio 2026
Quarantotto miliardi di euro di PIL aggiuntivo e due milioni di persone in meno in condizione di povertà ed esclusione sociale. È il potenziale che l'Italia lascia inutilizzato ogni anno non affrontando con la necessaria urgenza il fenomeno della povertà educativa. TEHA Group ha stimato l'impatto generabile all'interno di un percorso di analisi e riflessione strategica avviato con il contributo di Fondazione CRT.
L'obiettivo dell'iniziativa è di portare leggere la povertà educativa come priorità nazionale e, al tempo stesso, come sfida profondamente “territoriale”, in cui la capacità di costruire ecosistemi educativi locali solidi (scuola, servizi, famiglie, comunità, Terzo Settore, enti pubblici e, dove rilevante, imprese) diventa determinante per produrre risultati duraturi.
I risultati
Lo Studio Strategico "Contrastare la povertà educativa per sostenere la crescita inclusiva del Paese: il ruolo dei territori e del Terzo Settore in Piemonte e Valle d'Aosta" raccoglie spunti e raccomandazioni formulate durante i lavori. Un'anteprima dello Studio era stata presentata da Maria Chiara Carrozza, Professoressa Ordinaria di Ingegneria Biomedica e Biorobotica all'Università degli Studi di Milano Bicocca e advisor scientifica dell'iniziativa, alla 51^ edizione del Forum TEHA di Cernobbio (5-7 settembre 2025).
I risultati finali, comprensivi del Tableau de Bord, sono stati presentati l'11 maggio 2026 nell'ambito del Salone OFF (Salone del Libro), presso la sede della Fondazione CRT a Torino.
Povertà educativa: un problema strutturale
La povertà educativa si riferisce alla mancanza di accesso a opportunità di apprendimento e di sviluppo delle competenze necessarie a bambini e giovani per partecipare pienamente alla società e raggiungere il proprio potenziale. È una sfida urgente e strutturale per l’Italia perché non riguarda solo la scuola in senso stretto, ma la possibilità di costruire percorsi di crescita continui e di qualità, anche attraverso esperienze formative extrascolastiche (culturali, sportive, digitali, di socializzazione).
Le sue conseguenze sono profonde e tendono a perpetuarsi: chi parte da condizioni di svantaggio affronta tassi più elevati di abbandono scolastico, salari inferiori e un'aspettativa di vita più bassa. L'ascensore sociale del Paese è bloccato.

Maria Chiara Carrozza (Advisor del progetto) e Patrizia Polliotto (Segretario Generale della Fondazione CRT) in sala a Cernobbio, durante il Forum TEHA di settembre 2025
I dati chiave dello Studio
Le evidenze quantitative elaborate da TEHA Group restituiscono un quadro preoccupante. Nel 2025, il 22,6% della popolazione italiana è a rischio povertà ed esclusione sociale, settimo valore più alto nell'UE-27, con un divario territoriale tra Nord e Sud di 37,1 punti percentuali - il più ampio tra i quattro grandi Paesi europei - e tre regioni meridionali tra le dieci peggiori di tutta l'UE.
Sul fronte minorile, 1,3 milioni di bambini e ragazzi vivono in condizione di povertà assoluta, una cifra cresciuta del 47% negli ultimi dieci anni. Quasi un giovane su dieci abbandona prematuramente gli studi. L'Italia è quarta in Europa per incidenza di NEET, ovvero giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi, con un tasso del 13,3%, e penultima per quota di giovani laureati, ferma al 31,1%. Più di un terzo degli adulti italiani non ha conseguito un titolo di istruzione superiore al diploma di scuola media.
Il nodo digitale e il rischio dell'accelerazione tecnologica
Il fenomeno rischia di aggravarsi in un contesto di rapida trasformazione tecnologica. Già oggi, il 41,5% delle offerte di lavoro pubblicate su LinkedIn in Italia richiede competenze digitali avanzate. In un mercato del lavoro in profonda evoluzione, il deficit formativo del Paese - solo il 56% dei giovani under-19 possiede competenze digitali di base, contro una media UE del 73% - si traduce in uno svantaggio competitivo strutturale e in una maggiore vulnerabilità all'esclusione.
L'intelligenza artificiale applicata all'apprendimento rappresenta in questo scenario un'opportunità concreta per accelerare l'acquisizione di competenze e ridurre i divari. Tuttavia, per valorizzarla in modo sistematico è necessaria una strategia nazionale dedicata, come stanno già facendo Corea del Sud, Cina e Francia.
Tableau de Bord: leggere il territorio per intervenire con precisione
Uno degli strumenti centrali dello Studio è il Tableau de Bord della povertà educativa, uno strumento di misurazione multidimensionale applicato a Piemonte e Valle d'Aosta, sviluppato per consentire letture territoriali granulari e orientare le scelte di policy.
- Per il Piemonte emerge un quadro in miglioramento su diversi indicatori - in particolare nelle politiche sociali e in alcuni ambiti infrastrutturali - ma con fragilità ancora marcate nelle politiche culturali e un posizionamento complessivo ancora sotto il potenziale.
- La Valle d'Aosta mostra invece un profilo polarizzato: risultati eccellenti in ambiti come l'occupazione degli stranieri, i servizi per la prima infanzia, la dotazione scolastica e la spesa per l'istruzione, a fronte di criticità strutturali nelle politiche culturali e in alcuni aspetti infrastrutturali e finanziari.

Valerio De Molli (TEHA Group) presenta i risultati all'evento del Salone OFF
Materiali scaricabili
Studio Strategico "Contrastare la povertà educativa per sostenere la crescita inclusiva del Paese: il ruolo dei territori e del Terzo Settore in Piemonte e Valle d'Aosta" (aggiornamento maggio 2026)
Presentazione di Valerio De Molli (CEO e Managing Partner di The European House Ambrosetti e TEHA Group)
Comunicato stampa - Contrastare la povertà educativa per sostenere la crescita inclusiva del Paese (11 maggio 2026)
Comunicato stampa - Contrastare la povertà educativa per far crescere il Paese: fino a 48 miliardi di PIL se l’Italia colma il divario (7 settembre 2025)