06 Settembre 2025
L’Italia si trova in una fase cruciale della propria transizione energetica: mancano meno di cinque anni al traguardo del 2030 fissato dal Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e meno di un anno al completamento degli investimenti del PNRR, la cui ultima tranche è attesa nel 2026.
In questo contesto emergono due esigenze prioritarie per il Paese. La prima è avere un quadro sistemico e fact-based sullo stato della transizione energetica in Italia, un vero e proprio “health check” che consenta di valutare i progressi compiuti, misurare i gap rispetto agli obiettivi al 2030 e analizzare l’efficacia e gli ambiti di focalizzazione delle policy finora adottate. La seconda esigenza è guardare al futuro, delineando un percorso al 2050 con una visione che promuova un approccio sistemico alla transizione. Si tratta di una “roadmap” che preveda un mix bilanciato di tecnologie mature e scalabili (fotovoltaico, eolico onshore, batterie e pompaggi idroelettrici) e di soluzioni strategiche per la sicurezza energetica (nucleare, CCS, eolico offshore) funzionale a ridurre il costo complessivo del sistema e dell'energia per il cliente finale.
È quanto emerge dallo Studio “Lo stato della transizione energetica in Italia: principi e policy per garantire sicurezza e competitività”, realizzato da TEHA Group ed Edison e presentato nell’ambito della 51^ edizione del Forum TEHA di Cernobbio.
“I dati raccolti attraverso l’Energy Transition Indicator di TEHA ci forniscono un quadro chiaro: l’Italia è in linea con i target al 2030 nel 30% dei Key Performance Indicator considerati, con ritardi superiori a 10 anni in ambiti chiave come la generazione da fonti rinnovabili e lo sviluppo dei sistemi di accumulo. Questo significa che, proseguendo con l’attuale velocità di implementazione, non saremo in grado di rispettare gli impegni assunti a livello nazionale ed europeo. Si tratta di una sfida che non possiamo permetterci di sottovalutare, perché da essa dipende non solo la traiettoria della decarbonizzazione, ma la stessa capacità del sistema-Paese di mantenere un ruolo competitivo nello scenario globale.” ha commentato Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di The European House – Ambrosetti e TEHA Group. “La transizione energetica è un percorso complesso e articolato che coinvolge dimensioni diverse e interconnesse – dalla generazione elettrica ai trasporti, dall’edilizia all’industria – e che richiede di essere governato con un approccio sistemico. Per questa ragione, lo Studio individua quattro principi guida come pilastri di una visione sistemica che promuova un approccio più coordinato e bilanciato alla transizione e renda più efficiente gli investimenti massimizzandone le ricadute per il sistema-Paese che lo Studio stima in circa 190 miliardi al 2050.
Quattro principi chiave per la transizione energetica
- lo sviluppo sinergico e bilanciato tra tecnologie mature e immediatamente scalabili — come fotovoltaico, eolico onshore, batterie e pompaggi idroelettrici — e soluzioni strategiche fondamentali per la sicurezza e l’indipendenza del sistema, quali nucleare, CCS e eolico offshore e che inserite nel giusto mix consentono di ridurre il costo complessivo dell’energia;
- la valutazione del mix ottimale di tecnologie, da effettuare sulla base di criteri quali rapidità di dispiegamento, costo complessivo del sistema e dell'energia per il cliente finale, capacità di contribuire alla resilienza e sicurezza sistemica e di generare impatti economici e industriali per il Paese;
- la formalizzazione di un meccanismo di monitoraggio annuale e aggiornamento triennale della roadmap, finalizzato a garantire flessibilità e reattività rispetto all’evoluzione tecnologica, ai contesti di mercato e agli scenari geopolitici;
- il bilanciamento tra misure incentivanti lato offerta e lato domanda, affinché l’incentivazione alla produzione di energia decarbonizzata si accompagni a strumenti in grado di stimolare l’adozione di nuove tecnologie da parte di cittadini e imprese e l’attivazione di nuove filiere produttive collegate.