16 Maggio 2026

Verso Sud: incentivi e formazione a sostegno del capitale umano nel Sud Italia

La sfida del capitale umano nel Mezzogiorno è tra le più urgenti nell’agenda dello sviluppo italiano. È quanto emerge dalla quinta edizione del Forum “Verso Sud” di TEHA Group, dove imprenditori e business leader dell’area euromediterranea si sono espressi sull’intervento prioritario per affrontare un nodo strutturale che intreccia fuga dei talenti, sottofinanziamento degli atenei e divari territoriali ancora profondi.

La risposta più indicata è quella degli incentivi per trattenere e attrarre talenti (36%), seguita dall’allineamento tra formazione ed esigenze industriali (28%). Insieme, queste due opzioni raccolgono quasi due terzi delle preferenze, delineando una visione che punta simultaneamente su due leve complementari: da un lato frenare la dispersione di competenze verso altre aree del Paese e dell’Europa, dall’altro rendere il sistema formativo meridionale più aderente alle reali necessità del tessuto produttivo.

Significativa anche la quota di chi sostiene la creazione di un’Accademia euromediterranea in Sud Italia (16%): una proposta che guarda oltre i confini nazionali e riconosce nel Mediterraneo il contesto naturale di valorizzazione del capitale umano meridionale.

L’abilitazione del “south working” raccoglie il 12% delle preferenze, a indicare un interesse crescente per modelli di lavoro a distanza che potrebbero consentire ai professionisti meridionali di restare nei propri territori pur operando per realtà localizzate altrove. Più contenuta, ma non trascurabile, la quota di chi indica nel rafforzamento delle università del Sud l’intervento più urgente (8%).  


Un sistema che amplifica i divari: il contesto

Le preferenze espresse in sala si inseriscono in un quadro strutturale critico. La progressiva riduzione della popolazione universitaria meridionale comprime le prospettive degli atenei locali, innescando un circolo vizioso in cui declino demografico e riduzione delle risorse si alimentano reciprocamente. A questo si aggiunge una forte concentrazione territoriale del finanziamento privato alla ricerca: le fondazioni di origine bancaria mostrano un rapporto di circa 97 a 3 tra Centro-Nord e Sud, mentre la localizzazione degli istituti di ricerca e delle scuole superiori continua a favorire le aree già più sviluppate.

Ne emerge un sistema che, pur basandosi su criteri formalmente meritocratici, tende a cristallizzare – e in alcuni casi ampliare – i divari territoriali esistenti. In assenza di meccanismi più efficaci e di criteri di valutazione che tengano conto delle condizioni di contesto, il rischio è di compromettere non solo l’equità del sistema, ma la competitività complessiva del Paese.  

Eppure, il Mezzogiorno continua a rappresentare un bacino rilevante di capitale umano qualificato. Nel 2024, il 42,5% dei laureati italiani proviene dalle Regioni meridionali, con la Campania (52.300 laureati), la Sicilia (39.500) e la Puglia (31.100) tra le prime per volume assoluto. Rispetto al 2018, la crescita è stata particolarmente sostenuta proprio al Sud: Sicilia (+33,8%), Campania (+31,4%) e Calabria (+30,0%) registrano incrementi superiori alla media nazionale.

Sono dati che rendono ancora più urgente la sfida indicata dai partecipanti al Forum: costruire le condizioni – attraverso incentivi, ponti tra università e impresa, nuovi modelli di lavoro e una dimensione mediterranea della formazione – affinché questo capitale umano resti e generi valore nel territorio che lo ha formato.