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Multiutility

Il ruolo chiave delle multiutility per il rilancio sostenibile dei territori italiani

La transizione verso un modello economico e sociale più sostenibile è una svolta ineludibile quanto epocale per la nostra società e, in questo senso, il nuovo quadro di riferimento europeo contribuirà a un’ulteriore accelerazione. Affinché la transizione sostenibile possa essere una realtà diffusa nel Paese è però necessario che tutti i sistemi territoriali contribuiscano positivamente e siano attivamente coinvolti nel processo. Ricerca realizzata in collaborazione con A2A.

Il ruolo chiave delle multiutility per il rilancio sostenibile dei territori italiani

La transizione verso un modello economico e sociale più sostenibile è una svolta ineludibile quanto epocale per la nostra società e, in questo senso, il nuovo quadro di riferimento europeo – dal Green Deal al meccanismo Next Generation EU introdotto per fronteggiare la crisi Covid-19 – contribuirà a un’ulteriore accelerazione.

Affinché la transizione sostenibile possa essere una realtà diffusa nel Paese è però necessario che tutti i sistemi territoriali contribuiscano positivamente e siano attivamente coinvolti nel processo.

Grazie alla dimensione territoriale, ma anche al fatto di contribuire a ben 9 Obiettivi di Sviluppo Sostenibili sui 17 individuati dalle Nazioni Unite attraverso la fornitura di servizi essenziali ai cittadini, le multiutility si candidano naturalmente a svolgere la funzione di “cintura di trasmissione” della transizione sostenibile nel Paese. Gli ambiti di attività che esse presidiano – che spaziano da energia, ambiente e rifiuti, ciclo idrico, gestione delle reti, trasporti e illuminazione pubblica – costituiscono, infatti, le dimensioni chiave della transizione verso un paradigma di sviluppo sostenibile e che devono essere declinate nei territori per produrre un effetto concreto e duraturo.

A questo proposito, lo studio di The European House – Ambrosetti ci fornisce una fotografia del Paese e dei suoi diversi sistemi territoriali in tre ambiti chiave per la transizione sostenibile, quali energia, ambiente e ciclo idrico. Lo studio mette in evidenza i gap che i territori italiani scontano oggi rispetto alle best practice europee, ma anche le criticità sistemiche, ad esempio gli iter autorizzativi per i nuovi impianti utility-scale per la generazione elettrica da fonti rinnovabili e il gap impiantistico per una più efficace gestione dei rifiuti, che se non correttamente indirizzate rischiano di compromettere il raggiungimento dei target fissati dal Paese.

 

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Comunicato Stampa

Presentazione di Lorenzo Tavazzi




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