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Sistema-Paese

Il ruolo dei fondi pensione negoziali per la crescita del Sistema-Paese

Presentato lo studio “Il ruolo dei fondi pensione negoziali per la crescita del sistema – Paese” realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con il Fondo Perseo Sirio e con la partecipazione di HSBC Global Asset Management.

Il ruolo dei fondi pensione negoziali per la crescita del Sistema-Paese

L’evento digitale di presentazione dello studio “Il ruolo dei fondi pensione negoziali per la crescita del sistema – Paese“, moderato dal giornalista ed editorialista Ferruccio de Bortoli, ha visto gli interventi di Wladimiro Boccali (Presidente del Fondo Perseo Sirio), Mario Padula (Presidente di COVIP – Commissione di vigilanza sui Fondi Pensione), Guido Carpani (Capo di Gabinetto della Ministra della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone), Giovanni Maggi (Presidente di Assofondipensione), Philippe de Nouel (Head of Institutional Sales – Southern Europe di HSBC Global Asset Management), Antonio Mignone (Responsabile Alternative Investment di Banco BPM) e Lorenzo Tavazzi (Partner e Responsabile Area Scenari e Intelligence di The European House – Ambrosetti).

Oggi il tema dello sviluppo dei fondi pensione negoziali in Italia è quanto mai di attualità e, grazie alle proprie caratteristiche, la Pubblica Amministrazione può offrire un contributo sostanziale per sostenere il nuovo posizionamento dei fondi negoziali in Italia, grazie anche al parziale superamento di alcuni limiti specifici legati a riconoscibilità, flessibilità e personalizzazione, trattamento fiscale, investimenti diretti all’economia reale e comunicazione.

Lo studio realizzato da The European House – Ambrosetti e presentato a un’ottantina dei massimi rappresentanti del settore collegati online ha voluto offrire un contributo autorevole sul quadro della situazione dei fondi pensione negoziali in Italia e proporre alcune linee d’intervento al fine di stimolare un confronto costruttivo con le Istituzioni e gli operatori.

Dal portafoglio di proposte contenute nello studio si potrebbero originare per l’Italia al 2025 questi benefici:

  • fino a circa 4,1 milioni di iscritti aggiuntivi ai fondi negoziali, di cui il 67% nella P.A.;
  • un tasso di adesione per i fondi negoziali nella P.A. tra il 28% e l’85% nei diversi scenari ipotizzati (rispetto al 4% attuale);
  • fino a circa 40mila persone con gravi disabilità con plafond dedicati (aggiuntive rispetto alla base attuale di adesioni);
  • fino a circa 5 miliardi di euro investiti in economia reale (nell’ipotesi di una crescita del 15% medio annuo dell’attuale quota di investimenti dei fondi negoziali fino al 2025).

 

Leggi il Position Paper

Presentazione di Lorenzo Tavazzi




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