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ripresa economica

4 buoni motivi per prefigurare un 2017 di ripresa economica
…e come aggirare i 5 fattori di rischio

Secondo Michael Heise, Chief Economist di Allianz SE, nonostante tutto, il post Brexit si sta rivelando meno apocalittico del previsto e le stime per il 2017 sembrano moderatamente ottimistiche, se si punterà sulla strategia giusta.

4 buoni motivi per prefigurare un 2017 di ripresa economica

L’Europa si trova in una modalità di “crisi permanente” e di sfiducia generale

Ma è proprio così fosco il quadro, oppure ci sono anche delle buone notizie all’orizzonte?

Secondo Michael Heise, Chief Economist di Allianz SE, nonostante tutto, il post Brexit si sta rivelando meno apocalittico del previsto e le stime per il 2017 sembrano moderatamente ottimistiche, se si punterà sulla strategia giusta.

Nel live webinar del 10 ottobre scorso Heise ha illustrato:

  • le prospettive economiche, sulla base di politiche monetarie e mercati finanziari, mondo del lavoro, settore petrolifero e quadro socio-politico
  • le percentuali di rischio legate a ulteriori “shock” nell’Eurozona
  • quali misure adottare per evitare il concretizzarsi degli scenari peggiori.

what-can-be-done-to-counter-centrifugal-forces-within-the-euL’incertezza legata ad una stagnazione economica e all’instabilità politica non è una condizione europea, ma globale. Le politiche monetarie, dopo l’intervento decisivo di Draghi nel 2012-2013, hanno avuto negli anni successivi un impatto decisamente meno rilevante. Non si può neppure imputare la crisi al calo dei consumi, dato che il settore vendite al dettaglio ha registrato un incoraggiante +8% dal 2013.

Heise individua nelle riforme strutturali e in condizioni più favorevoli agli investimenti interni, la formula vincente per tornare a crescere.

eurozone-confidence-2017Nonostante alcuni elementi positivi (come il calo della disoccupazione) siano a “macchia di leopardo” con Italia e Francia al palo, versus le growth stars come Irlanda e Spagna, abbiamo diversi dati che mostrano una possibile, timida, ripresa. Vediamo i quattro principali:

  • resilienza dei mercati post Brexit
  • fiducia dei consumatori nell’Eurozona in netto rialzo rispetto al picco negativo del 2013
  • segnali incoraggianti dall’abbassamento dei prezzi energia e andamento Euro
  • riduzione del tasso di disoccupazione.

I rischi da evitare, però sono molti e vanno individuati con chiarezza. Se dovessero sommarsi potrebbero causare altri shock concatenati.

risks-and-side-effects

Le percentuali di probabilità che si arrivi alle condizioni generali più estreme, sono comunque decisamente esigue, a fronte di un 65% di possibile “soft Brexit” in Europa, con un controllo maggiore sui flussi migratori (senza però sfociare nei populismi) e una crescita bassa ed eterogenea è ritenuta l’ipotesi più attendibile, a fronte dello spettro di una deflazione e contrazione generalizzate.


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