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Le 5 proposte per favorire la crescita dell'Italia attraverso le Città Metropolitane

Il progetto Start City intende offrire un contributo positivo e fattivo al dibattito in corso nel Paese nel riconoscimento dei benefici che il successo delle Città Metropolitane può portare all’intero sistema-Italia.

Le 5 proposte per favorire la crescita dell’Italia attraverso le Città Metropolitane

Le Città Metropolitane innesco del rilancio economico del Paese

Le proposte che il progetto Start City ha sviluppato e indirizza al Governo nazionale e alle amministrazioni metropolitane intendono offrire un contributo positivo e fattivo al dibattito in corso nel Paese nel riconoscimento dei benefici che il successo delle Città Metropolitane può portare all’intero sistema-Italia. Gli ambiti a cui afferiscono attengono alle condizioni necessarie per l’ottimale sviluppo dei processi in corso:

  • le relazioni con il sistema-Paese;
  • le relazioni con l’Italia non-metropolitana;
  • il modello “operativo” delle Città Metropolitane.

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Tali proposte sottendono specifiche esigenze ed obiettivi strategici, tra cui: la creazione delle condizioni per un rapido accreditamento delle Città Metropolitane nel loro ruolo, come definito dal legislatore e in accordo con le aspettative di cittadini e imprese; l’attivazione degli strumenti per connettere i percorsi di sviluppo delle Città Metropolitane con quelli del Paese; la valorizzazione di tutti gli ambiti di beneficio ottenibili dalla creazione delle Città Metropolitane, superando la sola dimensione locale; la gestione del periodo transitorio di consolidamento dei nuovi enti, in particolare con riferimento alla relazione con i cittadini.

Nel dettaglio, le 5 proposte per favorire la crescita dell’Italia e dei suoi territori attraverso le Città Metropolitane sono:

  1. Legare la strategia competitiva dell’Italia alle Città Metropolitane, riconoscendole come “progetti per lo sviluppo nazionale” e organizzando in coerenza le grandi scelte e gli investimenti del Paese. Si tratta di:
    • Riconoscere le Città Metropolitane come “progetti per lo sviluppo nazionale”, cioè gli ambiti per spingere il Paese.
    • Valorizzare le Città Metropolitane come gli snodi logistici dell’Italia, progettando e organizzando in coerenza il sistema dei trasporti e della mobilità.
    • Garantire le condizioni, operative e finanziarie, affinché le Città Metropolitane realizzino le loro visioni di sviluppo e siano attrattori degli investimenti, in coerenza con la strategia-Paese.
    • Attivare un piano di re-industrializzazione dell’Italia che parta dai patrimoni industriali, fisici e immateriali, presenti nelle Città Metropolitane.
    • Usare le Città Metropolitane del Sud come catalizzatore dello sviluppo del Mezzogiorno, partendo dagli investimenti infrastrutturali e per la mobilità/accessibilità e il lancio di progetti bandiera ad alto impatto.

L’intento non è depauperare il resto del Paese a favore delle Città Metropolitane, bensì adottare un chiaro e puntuale criterio di priorità sulle scelte strategiche, associato ad altrettanto chiari meccanismi di condivisione dei benefici sul resto del territorio.

  1. Garantire alle Città Metropolitane poteri e strumenti chiari, con competenze esclusive valide secondo un principio di sussidiarietà, sui temi di sviluppo economico: pianificazione strategica, programmazione dell’uso del territorio, mobilità e trasporti e per tutti i servizi di base che beneficiano di economie di scala (polizia e sicurezza, gestione rifiuti e acque, ecc.). Al contempo, occorre garantire ai nuovi enti le necessarie risorse finanziarie e attribuire loro specifici poteri in materia fiscale in funzione delle competenze attribuite, puntando ad una autonomia e alla creazione di una vera “finanza metropolitana”.
  2. Incentivare il coordinamento tra le Città Metropolitane, mettendo a fattor comune le esperienze di co-sviluppo che già oggi sono in essere (come patti per lo sviluppo, tavoli inter-metropolitani, alleanze funzionali, ecc.) e supportando la realizzazione di progetti comuni ad alto impatto (infrastrutturazione, localizzazione di cluster di eccellenza produttivi e della ricerca, ecc.). La collaborazione tra Città Metropolitane permetterà anche di superare le debolezze competitive di singole aree in termini di risorse o asset, senza richiedere ingenti investimenti ex-novo, ma mettendo a sistema in maniera efficace l’esistente.
  3. Progettare, anche ispirandosi e mutuando le esperienze e gli strumenti sviluppati dalle Città Metropolitane, gli strumenti per la valorizzazione delle aree non-metropolitane partendo da tre ambiti chiave: governance, meccanismi di messa a sistema di patrimoni/infrastrutture/servizi e partnership territoriali per lo sviluppo economico. Una stagione di politiche guidate da quanto definito per gli enti metropolitani può portare anche alla costruzione di una “Agenda urbana delle città medie” e, a livello di sistema-Paese, consentire di connettere e bilanciare le opportunità di sviluppo dei territori.
  4. Attivare una strategia di comunicazione e informazione sulle Città Metropolitane rivolta a cittadini e imprese ed articolata su due livelli:
    • un piano di comunicazione “istituzionale”, di livello nazionale, finalizzato ad informare, predisposto ed eseguito dallo Stato e/o dalle stesse Città Metropolitane;
    • una comunicazione operativa, di responsabilità delle Città Metropolitane, nella quotidiana relazione con gli stakeholder territoriali sulle visioni di sviluppo, le progettualità e i percorsi di cambiamento attivati, aiutando a costruire consapevolezza e consenso tra gli stakeholder, oltre che un maggiore senso di appartenenza.

Infine, poiché le Città Metropolitane sono l’innesco di un percorso evolutivo che interessa le nuove istituzioni e, per osmosi, gli altri livelli istituzionali e il resto del Paese, alcuni ulteriori considerazioni potranno essere oggetto di valutazione, in una prospettiva futura di medio termine, a vantaggio dei territori, metropolitani e non, e del sistema-Paese:

  • i confini metropolitani alla luce delle caratteristiche funzionali e di omogeneità rispetto ai territori circostanti;
  • l’efficienza nelle relazioni tra Città Metropolitane e Regioni;
  • il potenziamento delle competenze del personale delle Città Metropolitane.

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