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Il futuro del Paese si giocherà sulla collaborazione tra Italia metropolitana e Italia non-metropolitana

Le Città Metropolitane costituiscono la “spina dorsale” dell’Italia e – attraverso le interrelazioni funzionali ed economiche con gli altri territori non metropolitani – concorrono alla competitività del Paese e dei rispettivi territori da diversi punti di vista.

Il futuro del Paese si giocherà sulla collaborazione tra Italia metropolitana e Italia non-metropolitana

Oggi un contributo rilevante alle nuove sfide globali
è offerto, nel nostro Paese, dalle neocostituite Città
Metropolitane

Nel complesso, le 14 Città Metropolitane italiane:

  • si estendono su una superficie di quasi 50mila km2, pari al 16,5% del territorio nazionale;
  • coinvolgono 1.328 Comuni (il 16,5% sul totale nazionale);
  • concentrano 22,1 milioni di persone (il 36,4% della popolazione nazionale) e 9,6 milioni di famiglie.

La “fotografia” dell’Italia metropolitana appare tuttavia molto eterogenea in termini di estensione territoriale, peso demografico ed economico. Ad esempio, le Città Metropolitane con la maggiore estensione territoriale sono Torino (6.827 km2) e Roma (5.363 km2), mentre all’opposto si trovano Milano (1.576 km2), Genova (1.834 km2) e Napoli (1.179 km2). Torino e Milano contano rispettivamente 315 e 134 Comuni, a fronte dei 42 di Firenze e ai 41 di Bari. Con riferimento alla ricchezza generata, Milano, Roma e Torino si collocano ai primi posti per Valore Aggiunto, mostrando un evidente gap rispetto alle realtà metropolitane del Mezzogiorno.

Start City_Figura 1-Le principali dimensioni

Le Città Metropolitane italiane sono un volano dell’economia grazie alla loro capacità di contribuire alla creazione di reddito e di offrire opportunità a quanti decidano di investire le proprie risorse nel territorio. In queste aree del Paese:

  • è prodotto oltre il 40% del Valore Aggiunto nazionale (circa 600 miliardi di Euro nel 2014);
  • si genera il 30% delle esportazioni italiane, per un valore di 112 miliardi di Euro;
  • hanno sede 1,8 milioni di aziende, pari il 35% del totale e il 56% delle imprese estere insediate nel nostro Paese;
  • opera il 31% delle imprese artigiane italiane (434mila);
  • lavora il 35% degli occupati in Italia (7,9 milioni).

Start City_Figura 2-Visione insieme

Start City_Figura 3-Confronto tasso di crescita e popolazioneA livello aggregato e con riferimento al periodo 2007- 2014, le Città Metropolitane italiane hanno registrato un tasso medio annuo composto di crescita della popolazione residente pari a +0,4% (a fronte di un valore nazionale di +0,3%) e del Valore Aggiunto pari a +1,2%
(rispetto al +0,7% del dato medio italiano), con un ruolo più marcato soprattutto per le 10 Città Metropolitane dell’Italia continentale.

Dinamiche accelerate rispetto alla media del Paese si ritrovano anche per quanto riguarda l’attrattività, in particolare internazionale: circa il 70% degli investimenti diretti esteri (IDE) in entrata in Italia è catalizzato dalle Città Metropolitane.

Le aree metropolitane si connotano anche per essere degli hub logistici e snodi strategici per i flussi di persone e merci, e sono catalizzatori di innovazione e ricerca, grazie alla concentrazione di Università, centri di ricerca, start-up e incubatori d’impresa.

Il futuro dell’Italia e dei suoi territori non si gioca soltanto a livello di Città Metropolitane. Anche le aree non-metropolitane rappresentano un fattore centrale per lo sviluppo economico e sociale del Paese. Si tratta di una realtà articolata, costituita da 6.719 Comuni (l’83,5% del totale) e quasi 40 milioni di persone (il 64% del totale).

Start City_Figura 4-Suddivisione Città metropolitane e Italia non metropolitanaL’entità e la qualità dello sviluppo del Paese non può quindi essere dissociata dalla qualità (efficienza ed efficacia) delle relazioni tra Italia metropolitana e Italia non-metropolitana.

Questo è evidente per diversi ordini di motivi:

  • 8 Regioni italiane, pari a circa il 12% del Valore Aggiunto e della popolazione nazionale, su 20 non beneficiano della presenza di una Città Metropolitana;
  • nella maggioranza delle Regioni che hanno una Città Metropolitana, l’incidenza di questa sul PIL regionale è in media di oltre il 40%;
  • il tessuto produttivo nazionale è organizzato secondo un modello multipolare diffuso, con numerosi centri, distretti ed eccellenze localizzati in aree nonmetropolitane;
  • le relazioni di interdipendenza e gli effetti di irradiazione tra i territori sono generalmente molto significativi;
  • l’assetto socio-urbanistico del Paese è orientato, anche per tradizione culturale, alle città medie e medio-piccole (rispetto alla media delle città europee, l’Italia ha una sovra-rappresentazione degli agglomerati urbani sotto i 100mila abitanti e una sotto-rappresentazione di quelli tra i 100 e i 250mila abitanti).

Il futuro dell’Italia delle città e dei territori si giocherà quindi sulla collaborazione tra i due livelli:

  • le Città Metropolitane, che costituiscono i “nodi” di accumulazione e sviluppo del Paese sotto il profilo socio-economico;
  • l’articolata rete di città medie diffuse sul territorio nazionale, che sono altrettanto importanti in termini di ricchezza di risorse, di qualità del tessuto produttivo
    e di patrimonio sociale e culturale.

Per questo motivo deve essere promossa la collaborazione e l’interconnessione funzionale tra Città Metropolitane e tra territori non-metropolitani, ai fini di massimizzare tutte le potenzialità offerte dai rispettivi sistemi economico-produttivi e sociali, attivando le sinergie e mettendo a fattor comune gli asset che insistono sulle diverse realtà,
così da generare valore per l’intero sistema Paese.


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