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Come gli stakeholder ipotizzano il futuro delle loro Città Metropolitane

L’istituzione delle Città Metropolitane può fare emergere nel Paese poli di “massa critica” in grado di essere riconoscibili a livello internazionale (elemento essenziale per l’attrattività) e competere, per dimensioni e risorse, con gli omologhi internazionali.

Come gli stakeholder ipotizzano il futuro delle loro Città Metropolitane

Uno degli elementi qualificanti del progetto Start City è stata una approfondita attività di ascolto e colloquio con le Città Metropolitane. Il confronto strutturato con le amministrazioni metropolitane – a partire dai Sindaci – e con gli attori chiave del mondo produttivo, del sistema universitario e della ricerca e delle rappresentanze, ha permesso di delineare uno scenario complessivo delle sfide e delle opportunità per i territori in oggetto (lo stato di implementazione della Città Metropolitana, le questioni aperte a livello strategico, operativo-amministrativo e normativo-legislativo e il “consenso sociale” rispetto al nuovo ente nel percepito dell’opinione pubblica).

Uno specifico ambito di indagine è stato il potenziale di sviluppo del territorio, così come prefigurato dagli attori coinvolti, che ha permesso di aprire una “finestra strategica” sul futuro delle Città Metropolitane italiane, evidenziando i settori economici trainanti, le aree di investimento e gli ambiti di nuova crescita. Nella fase di ascolto sono anche emerse le progettualità avviate o in fase di lancio e alcune best practice, in termini di soluzioni organizzative e funzionali, messe in campo dalle Città Metropolitane.

Gli incontri con le Città Metropolitane e la loro leadership realizzati nel corso del progetto Start City (oltre 140 stakeholder intervistati) hanno quindi fatto emergere i lineamenti del pensiero strategico e delle visioni per il futuro dei territori in oggetto:

  • La Missione della Città Metropolitana, con riferimento al modello di sviluppo e al posizionamento nel contesto nazionale e/o internazionale.
  • Le Visioni strategiche di sviluppo e le competenze distintive a queste funzionali.

Si riporta di seguito una visione d’insieme degli elementi delle Missioni e Visioni che gli stakeholder prefigurano per il futuro delle loro Città Metropolitane.

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Figura 1 – Missione e Visione delle Città Metropolitane come prefigurate dagli stakeholder territoriali
Fonte: elaborazione The European House – Ambrosetti, 2015

Oggi, per garantire una evoluzione continua, i territori e i loro sistemi di governo devono dotarsi di capacità strategiche e progettuali fortemente incisive e di adeguare rapidamente i processi decisionali e operativi a contesti in continuo cambiamento, anche ottimizzando la governance e l’assetto decisionale a tutti i livelli (incluse le relazioni tra sistemi sovra-ordinati e sotto-ordinati).

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L’istituzione delle Città Metropolitane può fare emergere nel Paese poli di “massa critica” in grado di essere riconoscibili a livello internazionale (elemento essenziale per l’attrattività) e competere, per dimensioni e risorse, con gli omologhi internazionali. Inoltre, consente una miglior gestione delle competenze distintive insediate nei territori (attraverso una migliore e più razionale programmazione di area vasta) e promuove percorsi di innovazione istituzionale-amministrativa, sociale e culturale, a partire dalle esigenze dei cittadini e delle imprese localizzate nei territori.

Nel disegno della Città Metropolitane in Italia, è importante differenziare le funzioni tra le diverse realtà e creare le condizioni e gli strumenti per agevolare lo scambio tra queste: in tale contesto, sono centrali l’avvio di forme collaborative e l’individuazione di ambiti di interesse comuni su cui attivare percorsi di co-sviluppo tra Città Metropolitane e con le aree non-metropolitane.

L’azione di programmazione strategica – a livello nazionale e di singoli territori metropolitani (e non) – non può prescindere dal coinvolgimento attivo degli artefici complementari e irrinunciabili di una gestione strategica di un territorio (politica, comunità economico-imprenditoriale e società civile), ciascuno per il suo ruolo e parte di contribuzione.

Questi sono aspetti di cui le Città Metropolitane devono (e dovranno) sempre più tenere conto per aumentare la propria attrattività e competitività nel confronto, su scala nazionale ed internazionale, tra sistemi territoriali.

Pur nel riconoscimento delle differenze e specificità di ogni singola realtà, la “fotografia” di alta sintesi su come gli stakeholder ipotizzano i modelli di sviluppo futuro delle proprie Città Metropolitane evidenzia alcuni elementi comuni:

  • una forte tensione all’innovazione degli attuali assetti economico-produttivi, puntando a traguardare i nuovi settori economici e le nuove modalità di lavoro emergenti nel mondo e alla ibridazione delle produzioni tradizionali con tecnologie e competenze di frontiera;
  • una attenzione specifica alla creazione di sistemi di infrastrutturazione e di servizio di scala metropolitana in grado di connettere i territori (all’interno e con l’esterno) e le loro funzioni, creare le condizioni per garantire ai cittadini l’appartenenza alla nuova dimensione di area vasta;
  • la promozione del turismo quale settore economico e di servizio ad alto potenziale di sviluppo in grado di integrarsi coerentemente con le altre vocazioni del territorio, valorizzare le specificità locali (senza sovrapporsi con i territori circostanti) e costruire una ulteriore leva occupazionale e di crescita;
  • un puntuale orientamento alla gestione delle grandi sfide sociali e ambientali del nostro tempo (invecchiamento, integrazione sociale, multiculturalità, sostenibilità, ecc.) che trovano nella scala metropolitana un alveo d’elezione per produrre strumenti e soluzioni concrete da applicare come pratiche di riferimento anche agli altri contesti del Paese;
  • una precisa attenzione ai percorsi di innovazione sociale e di stimolo all’imprenditorialità per affrontare le emergenze occupazionali, i fenomeni di emigrazione selettiva e il necessario ri-orientamento culturale imposto dal contesto del 21° secolo.

Tali elementi sono consonanti ad altrettante sfide strategiche che il sistema-Italia deve affrontare ai fini della crescita e del recupero di competitività. Affrontarle e risolverle a livello di Città Metropolitane implica innescare un “effetto valanga” in grado di trainare tutto il Paese e irradiarne su questo i benefici, garantendo un sostanziale salto quali-quantitativo di modernizzazione e, al contempo, l’insediamento di nuovi generatori di sviluppo e fattori di attrattività economica e competitività (nuove industrie, nuovi modelli produttivi, nuove infrastrutture, nuovi modelli di governo, ecc.).


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