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Smart City

Smart London:
business model emergenti grazie all’uso dei big data

Con un mercato tecnologico di oltre 40mila business digitali e 200mila impiegati, Londra è oggi a tutti gli effetti una smart city e un modello di innovazione nel data management.

Smart London: business model emergenti grazie all’uso dei big data

Quali vantaggi possono trarre aziende e cittadini dalla collaborazione attiva con le istituzioni londinesi? Come esportare questo modello all’estero?

Lo ha spiegato in un nostro live webinar David Gann, Presidente dello Smart London Board e Vice President Development and Innovation all’Imperial College.

Webinar Gann 2016Lo Smart London Plan prevede l’uso condiviso di dati per una gestione intelligente di criticità annose come l’inquinamento e la congestione del traffico e per migliorare modelli obsoleti ancora in essere per servizi e infrastrutture. Sono già 5.000 le aziende coinvolte nel London Data Store che hanno deciso di giocare un ruolo di primo piano e partecipare così all’evoluzione del mercato, creando servizi al cliente molto specifici e mirati.

I cittadini sono abilitati ad interagire con le autorità tramite richieste e suggerimenti, con un impatto positivo su trasparenza, democrazia ed partecipazione (si veda ad esempio il progetto del Queen Elizabeth Olimpic Park).

Il modello di Londra è pronto per essere esportato: è prevista per i prossimi anni la creazione di distretti “smart”, come lo Smart District che si intende creare tra Londra, Milano e Lisbona entro il 2020.

Exploring new business value_v2

Secondo il Prof. Gann le aziende che vogliono avvantaggiarsi proficuamente delle nuove possibilità legate ai dati devono tenere conto di cinque “pattern”, modelli emergenti:

  1. Realizzare prodotti che possano generare dati: questa caratteristica, oltre a migliorare la qualità del prodotto stesso e l’esperienza del consumatore, darà un grosso vantaggio all’azienda. Ne è un esempio l’esperienza del Gruppo Rolls Royce, che ha installato un sensore per generare dati relativi alla manutenzione del prodotto, migliorando sensibilmente l’assistenza post vendita.
  2. Digitalizzare gli asset: il mondo digitale amplia notevolmente le possibilità di visibilità, soprattutto per business medio-piccoli, quindi digitalizzare prodotti o servizi che fino ad ora sono stati solo fisici è un trend da cavalcare. Un esempio è l’International Museum of Women che ha digitalizzato le opere ampliando i confini fisici del museo classico, oppure i biglietti della metro che dal cartaceo si stanno evolvendo nella forma immateriale, al fine di ridurre i disagi e rendere il flusso all’ingresso meno caotico.
  3. Combinare i dati tra settori trasversali: avere una visione più ampia, anziché limitata ad una prospettiva di nicchia, permette di pensare servizi più efficienti, proprio combinando dati di settori differenti.
  4. Vendere dati: alcune aziende possono avere convenienza nel vendere propri dati, utili ad altri e capaci di creare nuovi business. Si pensi ad esempio agli scenari che ha aperto la geo-localizzazione.
  5. Codificare un servizio unico: in un mercato sempre più saturo, la chiave del successo è offrire qualcosa di unico. Facendo leva sui propri dati si può creare un servizio unico da replicare su altri. Alcuni esempi di best practice di questo trend: IBM, che offre algoritmi per la gestione e tracciabilità della contabilità in una grande azienda, o l’hotel Edwardian, che utilizza un robot che fornisce info utili a propri ospiti su come spostarsi nelle città.

In definitiva l’allontanamento dai prodotti fisici e la migrazione al digitale non deve far paura, ma stimolare a trovare soluzioni creative per uno sviluppo a tutti i livelli.


Per approfondire le tematiche legate alla tecnologia, non perdete i prossimi webinar live.




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