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Preservare e valorizzare il territorio creando sviluppo e occupazione: una possibile visione per la Liguria e l’Italia

La promozione di una cultura operativa della sostenibilità e della prevenzione dei rischi naturali e climatici trovano in alcuni territori, come l’Italia, un alveo d’elezione. L’Italia è infatti seconda nel mondo solo a Cina, Giappone e ai Paesi del Centro-Sud America per rischio ambientale.

Preservare e valorizzare il territorio creando sviluppo e occupazione: una possibile visione per la Liguria e l’Italia

pubblicato su City Life Magazine – N. 30- settembre 2017
di Lorenzo Tavazzi, Direttore Area Scenari di The European House – Ambrosetti e Cetti Lauteta, Consultant di The European House – Ambrosetti e Project Coordinator dell’iniziativa “Liguria 2022”

Alcuni eventi recenti – come gli incendi in vaste aree del Sud Italia, in Portogallo e in California, le disastrose esondazioni in America Latina e Cina o gli eventi sismici che negli ultimi anni hanno messo a dura prova le Regioni del Centro Italia – richiamano con forza la necessità di mettere a punto modelli e strumenti per la preservazione, il monitoraggio e la difesa del territorio e la mitigazione del rischio ambientale, salvaguardando persone, ambienti urbani e infrastrutture produttive.

Il degrado del suolo e il dissesto idrogeologico sono fenomeni in aumento a livello globale, con trend in accelerazione dovuti all’attività umana e alla crescente urbanizzazione (è da ricordare che, nel 2007, per la prima volta nella storia, la popolazione delle aree urbane ha superato quella delle aree rurali).

La promozione di una cultura operativa della sostenibilità e della prevenzione dei rischi naturali e climatici trovano in alcuni territori, come l’Italia, un alveo d’elezione. L’Italia è infatti seconda nel mondo solo a Cina, Giappone e ai Paesi del Centro-Sud America per rischio ambientale. Nel nostro Paese l’88,3% dei Comuni (7.145) sono a rischio frane e/o alluvioni e 7 Regioni (Valle d’Aosta, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Molise e Basilicata) hanno il 100% dei Comuni interessati al fenomeno del rischio idrogeologico. A queste, si aggiungono Calabria, Provincia di Trento, Abruzzo, Piemonte, Sicilia, Campania e Puglia con una quota di Comuni interessati maggiore del 90%.

Sostenibilità e difesa del territorio sono quindi elementi imprescindibili di una nuova fase di sviluppo dell’Italia, ma anche una opportunità concreta di sviluppo industriale che il nostro Paese può cogliere, posizionandosi in un mercato che, a livello globale, nel solo segmento del monitoraggio ambientale, vale oltre 30 miliardi di Dollari all’anno, arrivando ad oltre 500 miliardi per il comparto delle clean technology, con tassi di crescita a due cifre.

Questi mercati sono spinti anche da politiche a livello europeo ed internazionale che puntano a creare una visione comune e intraprendere azioni coordinate per agire contro i cambiamenti climatici e ridurre il danno economico anche attraverso misure di mitigazione declinate sui principi di prevenzione e correzione dei danni.

Agire in tal senso implica sviluppare competenze e tecnologie di frontiera che sottendono filiere economiche, produttive, scientifiche e di servizio ad ampio spettro: nuovi materiali, ingegneria naturalistica, edilizia, nuovi sistemi di controllo ambientale, droni, nanotecnologie per le bonifiche, ecc.

Nel mondo diversi Paesi stanno puntando a creare nuova crescita e occupazione in questi campi. In Austria, ad esempio, il fatturato di prodotti e servizi per l’ambiente supera i 40 miliardi di Euro, oltre l’11% del PIL nazionale, con oltre 174mila occupati (il 5% del totale). Il Giappone, da decenni, è tra i Paesi leader nello studio e commercializzazione delle tecnologie per la prevenzione al rischio idrogeologico e sismico.

Anche l’Italia ha degli asset da valorizzare. Ad esempio, la Liguria ha importanti competenze industriali e di ricerca, grazie alla presenza di un Distretto Tecnologico, di quattro Poli di Innovazione, due Cluster Tecnologici Nazionali, dieci Dipartimenti Universitari, dieci Istituti del CNR, il Distretto Ligure delle Tecnologie Marine – il maggiore polo in Italia che collabora con Marina Militare Italiana e il NATO Undersea Research Centre – e la specializzazione nelle telecomunicazioni e nell’elettronica.

Grazie anche alle sinergie offerte dall’ENEA, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e la Fondazione CIMA, si sono sviluppati strumenti di monitoraggio ambientali all’avanguardia, per tutelare il territorio dalle calamità naturali. Ad esempio, tra i progetti più innovativi vi sono lo sviluppo di un sistema di valutazione e monitoraggio delle nanoparticelle in atmosfera e l’uso di sistemi di intelligenza artificiale e sensoristica nanometrica per il monitoraggio ambientale.

L’elevata qualità della ricerca scientifica, combinata con il tessuto industriale locale, può consentire alla Liguria di esplorare soluzioni ecosostenibili avanzate non solo per la tutela del territorio, ma anche del tessuto urbano. Tra i progetti più attuali figurano, ad esempio, la realizzazione di membrane contractor, utili all’assorbimento della CO2 in ambito industriale e lo sviluppo di vernici per esterni dotate di proprietà di riflessione nell’infrarosso, per limitare il riscaldamento estivo e l’uso di energia per raffrescare i locali interni.

La centralità della difesa e valorizzazione del territorio può dunque declinarsi in molteplici ambiti, tra cui: la prevenzione, il monitoraggio e la gestione di disastri naturali ed emergenze; il potenziamento della sicurezza del sistema dei trasporti e della logistica; le misure per garantire la sicurezza della popolazione, ecc. In tale ottica, si inseriscono anche iniziative legate alla tutela dell’ambiente come la riduzione del consumo del suolo e il contenimento dello sprawl urbano e la ri-funzionalizzazione di aree e/o edifici secondo criteri di sostenibilità e sicurezza.

La Liguria può quindi diventare un territorio di riferimento nella sperimentazione di soluzioni all’avanguardia di tutela e salvaguardia del suolo, del mare e delle persone. Questa direzione strategica è uno degli elementi componenti della visione Liguria: dal mare alla vita che l’Advisory Board gestito da The European House – Ambrosetti ha proposto e discusso nel Forum “Liguria 2022” che si è tenuto a Genova lo scorso 23 maggio.

Puntare a sviluppare una specializzazione produttiva e della ricerca, riconosciuta a livello internazionale, su tutti i temi connessi alla valorizzazione e preservazione del territorio, non è solo un’opportunità per la Liguria, ma anche per il sistema-Paese: la creazione di un polo territoriale di accumulazione di competenze e imprese è in grado di fare “massa critica” e mettere a sistema le eccellenze nazionali, valorizzandole sui mercati globali e creando le condizioni per costruire posizionamenti competitivi difendibili nel medio e lungo periodo.


Leggi l’articolo completo
su City Life Magazine – N. 30


Approfondimenti:

Liguria 2022 – Rapporto Finale

Forum Liguria 2022




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