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Rassegna stampa

Quando è la Governance a creare valore

L’Osservatorio sull’eccellenza dei sistemi di governo in Italia, realizzato da The European House – Ambrosetti, ha condotto la terza edizione di un’indagine presso un campione qualificato di investitori istituzionali nazionali e internazionali che gestiscono nel complesso più di 4.400 miliardi di euro chiedendo loro, in particolare, quali fossero i criteri adottati nella selezione dei potenziali target in cui investire.

Quando è la Governance a creare valore

Quando è la Governance a creare valore

di Valerio De Molli e Marco Visani

Leggi l’articolo pubblicato su Il Sole 24 ore

Perché un’impresa dovrebbe assicurare la separazione tra proprietà e controllo, dotarsi di un Consiglio di amministrazione competente, assicurare un sistema di compensi che orienti i giusti comportamenti, disporre di una gestione del rischio efficace e professionalizzare l’organizzazione? Perché, in estrema sintesi, un’impresa dovrebbe dotarsi di un buon sistema di corporate governance?

Una prima risposta potrebbe essere, molto semplicemente, che ciò assicura una gestione efficace ed efficiente: una spiegazione a prima vista semplicistica, ma da articolare e declinare rispetto ad alcune prospettive.

Innanzitutto, un sistema di governo efficace è uno dei principali criteri di selezione di investimento da parte degli operatori istituzionali di mercato.

L’Osservatorio sull’eccellenza dei sistemi di governo in Italia, realizzato da The European House – Ambrosetti con l’obiettivo di formulare proposte concrete per migliorare la corporate governance delle imprese italiane, ha condotto nel 2017 la terza edizione di un’indagine presso un campione qualificato di investitori istituzionali nazionali e internazionali che gestiscono nel complesso più di 4.400 miliardi di euro (una cifra pari a quasi 7 volte la capitalizzazione di Borsa di tutto il listino italiano) chiedendo loro, in particolare, quali fossero i criteri adottati nella selezione dei potenziali target in cui investire.

La qualità del sistema di governo rappresenta il terzo criterio di investimento dopo la qualità del management, ossia le risorse apicali che guidano l’azienda, e i fondamentali aziendali legati sostanzialmente al business, ai mercati geografici di riferimento, ai canali di vendita e all’efficienza.

La governance quindi conta, e tanto.

In prospettiva, la qualità della corporate governance, insieme al livello di responsabilità socio-ambientale, diventerà un criterio sempre più importante nel processo di valutazione degli investitori istituzionali. Attirare capitali privati è tanto più importante per un Paese come l’Italia che innanzitutto ha fortissimi vincoli di bilancio e quindi non può fare leva sugli investimenti pubblici per il rilancio di crescita e occupazione.

In estrema sintesi, se un’impresa vuole beneficiare degli investimenti privati, si deve dotare di un sistema di governo efficace ed efficiente: questo vale sia per le grandi imprese quotate, ma forse è ancora più importante per le Piccole e medie imprese che riuscirebbero così a diversificare le fonti di finanziamento rispetto al tipico bancocentrismo italiano.

In secondo luogo, un buon sistema di corporate governance aumenta la probabilità che un’impresa registri performance di creazione di valore superiori ai concorrenti. Per ciascuna azienda italiana quotata nei segmenti Ftse Mib, Mid Cap e Star, l’Osservatorio di The European House – Ambrosetti monitora regolarmente la relazione tra il posizionamento nell’Indice di eccellenza dei sistemi di governo (EG Index), un indicatore complesso con più di 30 parametri considerati che sintetizza la qualità della corporate governance di un’azienda, e la performance in termini di Total shareholders’ return (Tsr) relativo. Il Tsr misura il rendimento del capitale investito da un’azionista su un certo periodo, tenuto conto dei dividendi distribuiti sullo stesso orizzonte temporale. A tal fine, sono state analizzate 443 aziende quotate in Italia, Francia, Germania, Spagna e Regno Unito. È stato quindi calcolato il Tsr relativo rispetto a un peer group di riferimento europeo per ciascuna azienda del campione, al fine di sterilizzare gli andamenti dei diversi settori.

Dalla nostra analisi emerge che, in più del 70% dei casi, si rileva coerenza tra il posizionamento sull’Eg Index e quello per Tsr relativo: le società che investono sulla qualità della corporate governance sono quelle che con maggiore probabilità “sovra-performano” i rispettivi concorrenti europei. Questa evidenza, confermata negli ultimi 4 anni in cui è stata realizzata l’analisi, è vera per tutti i segmenti di borsa (Ftse Mib, Mid Cap, Star). In sintesi, società che hanno un buon posizionamento in termini di qualità del sistema di governo tendono a sovra-performare i concorrenti; viceversa, le aziende che sono in fondo alla classifica dell’EG Index con buona probabilità registrano risultati di Tsr inferiori ai competitor.

Ad esempio, se si focalizza l’attenzione sulle maggiori società quotate in Italia, ossia quelle appartenenti al segmento Ftse Mib, si osserva come nel 77% dei casi vi sia coerenza fra posizionamento all’interno dell’EG Index 2017 e il ranking per Tsr relativo. Quali ambiti le imprese dovrebbero quindi curare maggiormente per migliorare il proprio sistema di governo e quali per creare più valore e attrarre più investimenti?

  • Dotarsi un Cda adeguato, dotato delle opportune professionalità e competenze, che permetta un dibattito costruttivo teso a prendere le migliori decisioni.

  • Disporre di un sistema di pianificazione, controllo e gestione dei rischi che consenta alle imprese di governare la crescita in modo più efficace.

  • Realizzare un sistema di compensi allineato alla strategia aziendale che permetta di orientare i giusti comportamenti verso la creazione di valore nel lungo termine e di attrarre le professionalità necessarie.

  • Definire adeguate politiche per attrarre i migliori “talenti.

  • Stabilire modalità chiare e trasparenti per la definizione degli obiettivi e la comunicazione dei risultati.

Il “buon governo” quindi non solo rende le imprese più attrattive verso i potenziali investitori, ma assicura anche una crescita sostenibile e, nel lungo termine, garantisce la continuità dell’azienda e la creazione di valore.

Non a caso, il “mantra” di The European House - Ambrosetti è: senza investimenti non c’è lavoro, senza lavoro non c’è crescita e senza crescita non c’è futuro.

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