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Ambrosetti Club Economic Indicator

L'economia italiana si trova davanti ad una svolta

Per la prima volta il dato sulle previsioni di occupazione a 6 mesi va in campo positivo.

L’economia italiana si trova davanti ad una svolta

La svolta dell’economia italiana

Il primo trimestre del 2015 sembra, finalmente, quello della svolta. I segnali di aumento del sentiment che emergono dalle nostre analisi sono rilevanti. Il miglioramento nelle aspettative, che emergeva già a fine dello scorso anno, è in forte accelerazione, ad un tasso mai registrato dall’inizio delle nostre serie storiche dell’Ambrosetti Index.

Peraltro siamo stati tra i primi ad avere anticipato già dallo scorso mese di dicembre 2014, quando altre istituzioni avevano ancora un quadro previsionale negativo, una possibile inversione di tendenza.

Soprattutto per la prima volta il dato sulle previsioni di occupazione a 6 mesi va in campo positivo. Non era mai avvenuto dalla costituzione del nostro Index. La combinazione di jobs act e scenario internazionale favorevole evidentemente stanno giocando a favore.

Infatti, dopo 13 trimestri di decrescita del Prodotto Interno Lordo, il primo trimestre dovrebbe segnare un dato positivo, con segnali incoraggianti per i prossimi mesi.

Quattro fattori principali stanno soffiando contro la crisi.

  1. L’intervento della Banca Centrale Europea che comprerà, fino a settembre 2016, 60 miliardi di Euro tra titoli di Stato dei Paesi Membri e altri titoli detenuti prevalentemente dalle banche (come i covered bond e gli asset backed securities) ha ridotto ai minimi storici, quasi azzerando e in alcuni casi rendendo negativo – il costo di rifinanziamento del debito di nuova emissione per i Paesi Membri. Per l’Italia i risparmi dovuti ai minori interessi sul debito di nuova emissione si potrebbero attestare tra i 4 e i 6 miliardi di Euro nel 2015. Il valore di un’intera manovra finanziaria.
  2. L’indebolimento dell’Euro, in particolare contro il dollaro, risultato della politica divergente delle due rispettive banche centrali (la Fed è orientata per un aumento dei tassi, mentre la BCE sta iniettando molta liquidità nel sistema) aumenta la competitività dei prodotti italiani all’estero, aumentando il potenziale di export.
  3. I tassi di interesse nella storia economica del dopoguerra ad oggi non sono mai stati così bassi, ad esempio il costo di finanziamento  del debito pubblico è ai minimi storici e sui BTP decennali è all’ 1,15%
  4. Infine, la riduzione significativa del prezzo del petrolio, che equivale quasi a una manovra di stimolo simile a una riduzione delle tasse, riducendo i costi di trasporti, genera un effetto indiretto di riduzione dei costi e aumento del potere d’acquisto su moltissimi prodotti e servizi scambiati sui mercati.

Se è vera la frase di Seneca “non c’è vento a favore per chi non conosce il porto” … diremmo che siamo a buon punto, perché almeno il primo elemento è certamente a favore!! Dobbiamo ora saper immaginare il nostro porto!

In questo quadro economico migliore rispetto al passato, si inseriscono aspettative di forte miglioramento. Gli indicatori Ambrosetti Club Economic Indicator, come indicato sopra, segnano valori ai massimi storici dall’inizio delle rilevazioni.

I nostri indicatori incorporano il sentiment di un target selezionato (il campione della nostra analisi è composto da imprenditori, amministratori delegati e rappresentanti dei vertici aziendali delle più importanti società italiane e multinazionali che operano in Italia) e con una visione privilegiata del business a 360 gradi, sugli investimenti in programma, sull’andamento delle vendite e degli stock, sui nuovi ordinativi e sull’evoluzione dei mercati di sbocco dei prodotti e servizi.

Il primo dato positivo che emerge è legato all’indicatore di sentiment sulla situazione attuale dell’economica italiana che si attesta a marzo a 26 punti, massimo da ottobre 2013 e in sostenuto aumento dal valore di 3,4 di dicembre 2014.  Questi dati ci fanno pensare ad una piena uscita dalla crisi/stagnazione economica in cui la nostra economia si è trovata negli ultimi anni.

Rimangono delle fragilità, in ogni caso, almeno finché non ripartirà la domanda aggregata in Europa e in Italia.

Situazione economica italiana

Situazione economica italiana_marzo 2015

Questo dato, inoltre, trova conferma con l’indicatore sulle aspettative future elaborato a dicembre 2014 (+17,2) che evidenziava una buona ripresa.

Le aspettative di metà/fine anno sono di una ulteriore accelerazione economica rispetto al primo trimestre del 2015, con l’indicatore che segna 10,4 punti. Ricordiamo come sia fisiologico che all’aumentare dell’attività economica e al miglioramento degli indicatori (grafico sulla situazione economica  italiana), le prospettive di ulteriore miglioramento tendono a ridursi. L’elemento da monitorare è il segno dell’indicatore che, finché rimane positivo, indica ulteriore crescita.

Questo dato, letto insieme a quello sulla valutazione dell’economia del 1° trimestre del 2015, mostra come i vertici delle più importanti aziende del Paese dimostrano una significativa fiducia di miglioramento e di ritorno alla crescita entro l’estate.

Prospettive economiche a 6 mesi

Prospettive economiche a 6 mesi_marzo 2015

Dato in forte controtendenza rispetto al passato è quello sulle aspettative del mercato del lavoro. Per la prima volta, dall’inizio delle rilevazioni, il sentiment sull’occupazione è positivo con un valore di 9,4, in forte crescita da un valore di -21,6 di dicembre 2014. Per la prima volta l’indicatore delle aspettative sull’occupazione restituisce un valore positivo e di miglioramento per il futuro.

Questo dato, tuttavia, venendo da una situazione di 7 trimestri consecutivi di contrazione dell’indicatore, va letto come segnale di attese di miglioramento, ma non come indicazione di risoluzione dei problemi dell’occupazione del nostro Paese, soprattutto quella giovanile.

Previsioni sull’occupazione a 6 mesi

Prospettive occupazione a 6 mesi_marzo 2015

Sul fronte degli investimenti, l’indicatore dopo aver registrato una fase di stabilizzazione intorno allo zero nei trimestri scorsi, che evidenziava la fase di stagnazione, mostra un deciso incremento raggiungendo il valore di +25,0.  Il valore dell’indicatore mostra come le prospettive di aumento degli investimenti siano molto marcate, anche se l’aumento va visto in relazione ai valori attuali che, è bene ricordarlo, sono ai minimi storici.

Previsioni sugli investimenti a 6 mesi

Investimenti a 6 mesi_marzo 2015

In sintesi, il nostri indicatori di sentiment evidenziano una positività diffusa sull’andamento economico generale, sull’occupazione e sugli investimenti, con una ampiezza che non si registrava da inizio delle rilevazioni.

In questo quadro di positività, tuttavia, è opportuno usare della prudenza in una lettura totalmente ottimistica per il futuro.

Come ci indica Giuseppe Chiellino,  membro di Ambrosetti Club e Managing Director di Ceva Logistics, azienda leader al mondo nel settore logistico e dei trasporti, è necessario che i segnali positivi trovino conferma nei prossimi mesi. Solo allora potremo pensare a un duraturo e sostenibile incremento degli investimenti e dell’occupazione.

Le multinazionali, infatti, prima di investire hanno bisogno o di un trend di crescita consolidato o di un percorso che possa far pensare alla crescita in modo duraturo nel prossimo futuro. In questo esistono altri Paesi e aree del Mondo più attrattive dell’Italia e dell’Europa.

Fondamentale è la certezza del quadro normativo e delle leggi. L’investimento viene programmato con un ritorno economico che si concretizza in due/tre anni. In tale quadro è essenziale che alcuni elementi come la tassazione, le leggi del lavoro, la giustizia, siano all’interno di un quadro di stabilità e certezza futura.

Nella logistica, come in qualsiasi altro settore che lavora con margini compressi, quando emergono segnali positivi si lavora, in primis, sull’incremento di produttività per far fronte alla nuova domanda e, solo secondariamente, se l’aumento della domanda è confermato, si pensa a rafforzare la forza lavoro e pianificare nuovi investimenti.

Giuseppe Chiellino ci evidenzia l’impatto importante che la riduzione del prezzo del petrolio ha avuto sul settore, che ha prodotto aumentando la marginalità per le imprese e riduzione dei costi di movimentazione delle merci.

Anche l’indebolimento del cambio Euro/Dollaro ha aiutato gli operatori logistici in particolare quelli con un respiro internazionale che, non occupandosi solo di movimentazione nazionale, sono impegnati anche nelle esportazioni.

Segnali molto positivi e, in una certa misura, inaspettati, si registrano nel settore della produzione dei carrelli elevatori che vengono utilizzati nella grande distribuzione e nei piazzali delle industrie per lo spostamento della merce.

Leonardo Salcerini, anch’esso membro di Ambrosetti Club e Amministratore Delegato di Toyota Material Handling Italia, ci presenta dei numeri sintetici e chiari sull’andamento del suo settore: +15% l’anno scorso e + 20% nei primi due mesi del 2015. Fino a pochi mesi fa non si attendeva una crescita così marcata nei primi due mesi dell’anno.

Per la natura del prodotto che vende Toyota Material Handling Italia la crescita può essere interpretata in principalmente in due modi: come un segnale importante di ristrutturazione e aumento dell’efficienza dei punti vendita della grande distribuzione, che crea spazi di miglioramento e crescita nel futuro; come segnale di crescita dei magazzini delle industrie a fronte di ordinativi in aumento o aspettative di aumento delle vendite, soprattutto sulla fronte delle esportazioni.

Anche Leonardo Salcerini è prudente sulla velocità con cui la crescita economica possa tradursi concretamente in aumento dell’occupazione. Anche in questo settore la prima risposta, dopo anni di crisi, all’aumento della domanda è un aumento dell’efficienza e il miglioramento dei processi produttivi. Se il trend si conferma, si pensa a nuove assunzioni e alla programmazione degli investimenti.

Infine, all’interno di questo contesto, ogni elemento che aggiunge flessibilità al sistema è visto positivamente e consente di allineare più velocemente l’azienda alle necessità del mercato.




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