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Tecnologia Blockchain

La rivoluzione della trade finance per mano della tecnologia blockchain

L’applicazione della tecnologia blockchain alla trade finance consente l’ottimizzazione delle tempistiche e il miglioramento della trasparenza del commercio internazionale, riducendo la dipendenza dal cartaceo e dalle procedure manuali.
Articolo di Luca Bernardinetti, Managing Partner Mahanakorn Partners Group, società partner di The European House – Ambrosetti.

La rivoluzione della trade finance per mano della tecnologia blockchain

Cos’è la blockchain?

Si può descrivere la blockchain come un registro digitale o un foglio elettronico di operazioni commerciali distribuito lungo una rete di computer. Nelle transazioni blockchain figurano aspetti quali l’importo, la data, l’ora e la firma digitale unica. Trattandosi di operazioni che avvengono senza la mediazione di un ente centrale o intermediario, si svolgono in maniera più sicura e trasparente riducendo i tempi, i costi e le commissioni di transazione degli intermediari. L’applicazione della tecnologia blockchain alla trade finance consente l’ottimizzazione delle tempistiche e il miglioramento della trasparenza del commercio internazionale, riducendo la dipendenza dal cartaceo e dalle procedure manuali.

I tre pilastri principali della blockchain sono:

  1. Il decentramento, ovvero la possibilità di trasferire direttamente il denaro tra le parti, senza l’intervento di un istituto bancario.
  2. La trasparenza, che permette a chiunque di vedere tutte le transazioni.
  3. L’immutabilità ovvero l’impossibilità di alterazione dovuta alla condivisione del registro digitale in una rete di computer.

Cos’è la trade finance?

La trade finance è un processo in cui un istituto finanziario concede un’agevolazione creditizia per garantire la sicurezza di uno scambio di merci.

Per esempio, l’azienda tailandese A vuole importare dei beni dall’azienda giapponese B; l’importatore è riluttante a effettuare il pagamento prima di essere sicuro dell’arrivo della merce e, parimenti, l’esportatore è riluttante a inviarla senza essere certo di riceverne il compenso. Per uscire dall’impasse viene in soccorso la banca dell’importatore, che emette una lettera di credito a beneficio dell’esportatore tramite l’istituto bancario di quest’ultimo, con la quale il pagamento viene garantito a fronte della presentazione dei relativi documenti (per esempio, i documenti di trasporto). Tale procedimento protegge sia l’importatore che l’esportatore, in quanto la gestione dei fondi è affidata alle rispettive banche.

Come funziona la blockchain?

Una transazione blockchain si avvia con la creazione di un “blocco” (ovvero una struttura di dati) che viene verificato da una serie di computer e aggiunto a una catena. La falsificazione di un dato compromette la validità dell’intera catena. La tecnologia blockchain, che viene utilizzata per le criptovalute, consente anche di archiviare smart contract.

Per esempio, quando un titolare di carta di credito acquista un bene su un determinato sito internet, l’istituto emittente di tale carta addebita una commissione per processare la transazione. Invece, con l’introduzione della blockchain, il bene acquistato diventa il “blocco” aggiunto alla catena con una registrazione unica e immutabile.

Uno smart contract (o criptocontratto) è un protocollo informatico creato per verificare e garantire l’adempimento degli obblighi contrattuali, tra cui lo scambio di valute o asset digitali tra le parti, a fronte del rispetto di determinate condizioni. Gli smart contract possono essere utilizzati per trasferire denaro o beni senza un intermediario, rendendo così superflua la presenza di banche e istituti finanziari. L’introduzione di questo tipo di contratto avrà un ruolo chiave nell’agevolazione delle operazioni commerciali.

Gli impatti della blockchain in ambito di trade finance

Le operazioni commerciali internazionali si basano da secoli sugli strumenti di trade finance e accolgono i cambiamenti a ritmo molto lento. A livello globale, le operazioni di trade finance sono disciplinate dalle Norme della Camera di commercio internazionale (ICC)  (in primo luogo, le pubblicazioni UCP 600, ISP 98 e URDG 758 dell’ICC) e avvengono nell’ambito della Piattaforma SWIFT, che regola e registra le transazioni. Pur essendo il principale punto di riferimento mondiale per i pagamenti nazionali e internazionali, il processo SWIFT presenta alcune criticità. Come osservato nel 2018 dal Financial Times, capita di frequente che i bonifici SWIFT “vengano presi in carico da molte banche prima di giungere alla destinazione finale, diventando perciò dispendiosi in termini di tempo e costi, oltre che privi di trasparenza relativamente all’effettivo importo di denaro che verrà accreditato”. Alla luce dei limiti delle infrastrutture di pagamento esistenti, la tecnologia blockchain sembrerebbe un’alternativa molto più efficiente,

che potrebbe migliorare in diversi modi le procedure transazionali della trade finance. A oggi, le transazioni internazionali presentano una serie di caratteristiche che potrebbero risultare penalizzanti:

Procedure manuali adottate dalla banca emittente (ossia quella dell’importatore) per esaminare i contratti di vendita e la documentazione di importazione, analizzare le differenze e fornire i fondi alla banca corrispondente (ossia quella dell’esportatore), che possono essere dispendiose in termini di tempo e gravate da un margine di errore umano.

Factoring richiesto da esportatori che potrebbero presentare le proprie fatture a diverse banche, ottenendo così un indebitamento finanziario e un profilo di rischio più alto in caso di mancata consegna della merce.

Tempistiche differite dovute al coinvolgimento di una lunga serie di intermediari finanziari, ciascuno dotato di proprie procedure interne e politiche di conformità per eseguire i pagamenti e/o emettere/confermare le linee di credito.

Pagamenti differiti dovuti al controllo della documentazione presentata effettuato da diversi intermediari, per accertarne la conformità ai termini del credito documentario o della garanzia. A seconda del numero di intermediari nella rispettiva filiera bancaria, queste procedure possono anche richiedere molto tempo.

Due diligence manuale del cliente, che deve essere condotta dagli istituti finanziari insieme all’adeguata verifica della clientela (KYC), ai controlli anti-riciclaggio (AML) e alla valutazione del contrasto ai crimini finanziari (FCC).

Canali, mezzi e strutture di comunicazione diversificati, impiegati regolarmente nell’ambito della trade finance e accompagnati dalla relativa documentazione digitale o cartacea, che espongono le società così come le banche a truffe e problemi di comunicazione.

Possibile consegna di documenti in duplice copia alle banche, le quali potrebbero eseguire la transazione due o più volte, rendendo così difficile stabilire se un istituto finanziario ha già sottoscritto (mediante un finanziamento e/o una garanzia) un’operazione.

Contraffazione della documentazione finanziaria, rischio che potrebbe presentarsi qualora il canale di comunicazione impiegato non faccia uso di autenticazione o non sia protetto contro gli accessi non autorizzati: in questo modo i documenti potrebbero essere manomessi, duplicati o falsificati.

Quelli che precedono sono solo alcuni dei rischi che gli intermediari finanziari devono fronteggiare ogni giorno: la tecnologia blockchain ha il potenziale per ridurli o, nella migliore delle ipotesi, per eliminarli del tutto. La blockchain potrebbe rivoluzionare la trade finance nei seguenti modi:

Consentendo lo svolgimento diretto delle transazioni senza la presenza di intermediari, la tecnologia blockchain migliora l’efficienza. Tutte le parti coinvolte possono accedere ai documenti di import/export, modificandoli e approvandoli in tempo reale, evitando così errori e ritardi.

L’accesso ai documenti commerciali in tempo reale garantisce un avvio più tempestivo della spedizione della merce, riducendo i tempi e costi della conformità documentale e doganale.

Il rischio della presenza di documenti in duplice copia, per esempio fatture e documenti di trasporto, viene scongiurato tramite il tracciamento della documentazione.

Una migliore trasparenza garantisce la conformità alle politiche e norme vigenti in materia di KYC/AML, agevolando l’attività bancaria, legale e giudiziaria.

Le transazioni risultano facilmente tracciabili, agevolando lo svolgimento delle procedure di audit e riducendo al minimo le attività fraudolente mediante una registrazione trasparente e sequenziale delle operazioni, tanto più che un’analisi dettagliata delle transazioni pregresse semplificherebbe la valutazione dei rischi relativa a quelle future.

In termini di sicurezza, le transazioni vengono verificate individualmente tramite complessi sistemi di crittografia che ne assicurano l’autenticità.

La condivisione tra le parti della documentazione relativa alla trade finance promuove la collaborazione.

L’introduzione degli smart contract evita la dipendenza dalle banche corrispondenti e il pagamento delle commissioni di transazione, aumentando l’autonomia.

Limiti all’applicazione della tecnologia blockchain

Il quadro legale e normativo potrebbe non essere ancora favorevole per la gestione delle caratteristiche specifiche della tecnologia blockchain, basti pensare che alcuni Paesi riconoscono i titoli di credito solo in forma cartacea e provvisti di firma. Inoltre l’anonimato dell’identificatore univoco potrebbe rendere difficile l’applicazione di alcuni contratti, mentre l’assenza di vincoli con una specifica località può far sorgere dei dubbi in materia di territorialità e competenza giurisdizionale.

L’applicazione diffusa delle tecnologie blockchain e l’automazione di molti processi manuali renderà superflue diverse professioni nel settore della trade finance, riducendo i tassi di occupazione e verosimilmente creando un impatto economico negativo.

La mancanza di standardizzazione e il grande numero di piattaforme DLT (Digital Ledger Technology) rallentano l’introduzione della tecnologia blockchain. Inoltre, alla luce della necessità di ottenere il consenso di una rete, le prestazioni del sistema subiscono una frenata.

L’inserimento dei dati è ancora svolto dalle parti coinvolte; ne consegue che sul sistema può ancora pesare l’errore umano.

La possibilità di servirsi dei flussi di transazioni per identificare le parti ha destato preoccupazioni in termini di privacy e protezione dei dati.


MPG 
Mahanakorn Partners Group




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