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Il Futuro della Leadership: modelli e ispirazioni di successo

Con le testimonianze di accademici internazionali ed esperti del mondo delle aziende, delle istituzioni e dello sport, il Leadership Global Summit 2016 ha illustrato quali strumenti e competenze serviranno ai leader per continuare a guidare con successo i propri team.

Il Futuro della Leadership: modelli e ispirazioni di successo

Quali strumenti e competenze serviranno ai leader per guidare con successo i propri team?

L’appuntamento annuale del Leadership Global Summit, che si è tenuto a  Milano il 15 giugno 2016, ha visto alternarsi grandi esperti del tema, scelti dal mondo aziendale, accademico, militare e sportivo.

Timothy-TrainorOgnuno dei sei interventi ha messo l’accento su diversi elementi chiave dell’essere leader: da quelli eterni, l’essenza stessa, condensati nelle “tre C” di Timothy Trainor, Decano dell’Academic Board della US Military Academy di West Point: Character, Competence e Commitment o alla capacità di assumersi responsabilità e rischi e dare l’esempio secondo un grande nome dell’alpinismo internazionale come Simone Moro.
Secondo Trainor, il carattere è l’aspetto fondante e spesso manchevole: si cercano non di rado riconoscimenti e successo, ma a stento si è disposti a pagare il prezzo della leadership, quel chilometro in più che distingue e fa la differenza.

Simone-MoroDello stesso avviso è anche Moro: una mission personale e aziendale forte deve proiettarsi “oltre”, laddove gli altri cedono alla stanchezza, saper dare di più. L’allenamento costante, di quantità oltre che di qualità, il sacrificio personale e intelligente, che sa procedere dalla consapevolezza delle proprie capacità e dai propri limiti, sono la base solida da cui spiccare il volo per scalare le vette più alte. In questa cordata al successo, la differenza la fa anche la filosofia con cui si affrontano le sfide della vita: concepire gli step quotidiani come una successione non di tramonti, ma di albe, in cui un nuovo giorno sarà migliore, è la miglior attrezzatura possibile da portare con sé.

Accanto a queste attitudini indispensabili, si è analizzato anche lo specifico contesto storico attuale. Mai si sono trovate a convivere, in uno stesso ambiente lavorativo, quattro, quando non cinque diverse generazioni estremamente diverse per scala di valori, esperienze e obiettivi.

Trainor ribadisce: è vero che l’“hardware” umano è sempre lo stesso, ma è altrettanto esatto specificare come il “software” individuale e generazionale può essere estremamente variabile.

Mentre i lavoratori “Baby boomers”, vissuti in un’epoca relativamente stabile e solida, concepivano il successo spesso come legato al potere e al denaro, i Millenials, cresciuti in una società pluralista e individualista, rivendicano a gran voce il diritto alla “Third Metric”, in cui il protagonista assoluto è il benessere personale. In quest’ottica, non rinunciano a coltivare i propri interessi e passioni, aspirando ad un work life balance ideale.

Occorre tenere bene a mente questi due binari, se si vuole adottare un modello di leadership che guardi al futuro: oggi il leader è molto più simile ad un coach o ad un mentor, a colui che possiede allo stesso tempo una conoscenza profonda della realtà che guida, ma che lucidamente è in grado di porsi, per un attimo, al di fuori della stessa organizzazione e apportare le modifiche più opportune senza scardinare o creare stress nel team.

Ginka-ToegelLa grande sfida di un leader, oggi, è gestire conflitti e difficoltà di questo passaggio epocale da strutture fortemente gerarchizzate e incentrate sulla cultura del presidio fisico, a realtà che incentivano la qualità, la fiducia reciproca, il senso di responsabilità e indipendenza. Metriche e parametri più complessi e difficili da valutare, rispetto ad un cartellino timbrato. In questo senso appare fondamentale, secondo Ginka Toegel, Docente di Organizational Behavior and Leadership presso l’IMD, ma anche Moro, che la “spedizione” sia avvertita e abbracciata, nei suoi valori aziendali, da tutti e ciascuno.

 

La scelta di talenti che vivano questi valori in prima persona e si sentano investiti del destino stesso della cordata è cruciale per la riuscita collettiva. Perché quando si sceglie di esserci e di mettersi in gioco, non esiste il fallimento di un leader e il successo della squadra né tanto meno viceversa: i meriti e le colpe, le scivolate e le conquiste sono di tutti.


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