Overview

lavoro

Jobs Act, cosa cambia per le imprese?

Il fine complessivo del Jobs Act è creare il massimo incentivo possibile per chiunque investa in Italia per creare il massimo dei rapporti di lavoro duraturi.

Jobs Act, cosa cambia per le imprese?

Estratti dell’intervento di Filippo Taddei (Responsabile Economia e Lavoro, Partito Democratico) durante la conference call Ambrosetti Club – 19 gennaio 2015

“[…] Non si può analizzare il Jobs Act in isolamento dagli altri due provvedimenti che sono stati i pilastri di questo stimolo teso a favorire l’occupazione a tempo indeterminato: il Decreto Poletti e la legge di Stabilità. Quest’ultima concentra il fuoco della riduzione fiscale sulla riduzione del costo del lavoro. Lo fa con due tipi di interventi, come è noto: scorporando il costo del lavoro dal computo dell’IRAP e concedendo sgravi contributivi per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Questa decontribuzione è particolarmente massiccia. Per una remunerazione annuale lorda intorno ai 20mila euro, si tratta di una riduzione del costo del lavoro superiore al 25%.

[…] Il fine complessivo del Jobs Act è creare il massimo incentivo possibile per chiunque investa in Italia a creare il massimo dei rapporti di lavoro duraturi. Perché? Perché sappiamo che questi, in media e con tutte le eccezioni del caso, sono quelli che  conferiscono più competenze. L’economia avanzata compete sul capitale umano, senza competenze non c’è ragione di investire in Italia e, se non ci sono investimenti, non si può nemmeno parlare di una ripartenza della crescita.”




Lascia un commento

I commenti, i dati personali (nome e/o pseudonimo) e qualunque altra informazione personale inserita dall’interessato saranno diffusi sul sito web in adempimento alla richiesta espressa dall’interessato. Vd. Informativa completa.
Per presa visione e accettazione

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Apprezziamo i vostri commenti. Ci riserviamo di rimuovere le frasi ritenute offensive.