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Televoto

L’operato del Governo Gentiloni e le prospettive per la nuova legislatura

I risultati del televoto della 29° edizione del Workshop “Lo Scenario dell’Economia della Finanza”,  (6 e 7 aprile, 2018, Villa d’Este, Cernobbio).

L’operato del Governo Gentiloni e le prospettive per la nuova legislatura
L’operato del Governo Gentiloni e le prospettive per la nuova legislatura
Cresce l’apprezzamento per l’operato dell’Esecutivo uscente, e c’è ottimismo sulla nuova legislatura. Resta scarsa la fiducia degli imprenditori sulle prospettive dell’Italia
Panel Agenda per l’Italia

Moderatore Ferruccio de Bortoli

Carlo Cottarelli

Nouriel Roubini

Luigi Zingales

Quale sarà e quale dovrebbe essere l’agenda per l’Italia?

Se ne è discusso nel panel conclusivo della seconda giornata del Workshop “Lo scenario dell’economia e della finanza” organizzato da The European House – Ambrosetti a Villa D’Este a Cernobbio. Moderato dal giornalista Ferruccio de Bortoli, il dibattito ha visto anche Carlo Cottarelli presentare lo studio “La fine del Quantitative Easing in Europa e impatti sull’Italia” in qualità di portavoce dell’Advisory Board della ricerca.

All’interno dello studio realizzato da Ambrosetti Club viene analizzata in diversi scenari la prospettiva dei conti pubblici italiani alla luce della fine del sostegno offerto dalla Banca Centrale Europea attraverso il meccanismo del Quantitative Easing. Allo stato attuale, un eventuale shock economico subito dal nostro Paese potrebbe causare gravi conseguenze per ciò che attiene il rapporto deficit/PIL e la successiva ondata speculativa che investirebbe l’Italia. La proposta contenuta nel documento suggerisce di far crescere entro il 2021 l’avanzo primario fino a una soglia compresa tra il 3 e il 4 per cento, abbastanza per consentire al Paese di poter gestire un’eventuale emergenza di carattere recessivo anche in assenza di un supporto dell’Unione Europea: a queste condizioni l’Italia sarebbe in grado di sostenere in autonomia il proprio debito pubblico.

L’obiettivo di centrare un aumento dell’avanzo primario al ritmo indicato dallo studio è giudicato realistico sulla base degli attuali conti dell’Italia. Una possibilità garantita dalle riforme attuate dagli ultimi governi che si sono succeduti a Palazzo Chigi, capaci anche di guadagnarsi l’apprezzamento degli imprenditori italiani come dimostrano i risultati del televoto: il 53,3 per cento dei partecipanti giudica in modo positivo l’operato dell’esecutivo Gentiloni ormai dimissionario, un valore in netta crescita rispetto alla stessa rilevazione avvenuta nel 2017. In totale la percentuale di giudizi positivi sul Governo supera il 70 per cento, mentre calano altrettanto vistosamente i pareri negativi.

Gli imprenditori italiani sono ottimisti anche per ciò che attiene i tempi di formazione del nuovo Governo, per cui le consultazioni sono cominciate al Quirinale. Il 40 per cento ritiene che sarà possibile nominare un nuovo Consiglio dei Ministri entro 90 giorni, il 25,7 per cento si spinge fino a 5 mesi, mentre solo il 15,2 per cento ritiene che sarà necessario tornare alle urne per individuare una maggioranza. Pareri piuttosto divisi anche per quanto attiene le possibili alleanze tra le diverse forze politiche: il 29,3 per cento individua in Centrodestra e PD la combinazione più auspicabile, mentre l’unione tra 5 Stelle e Lega raccoglie il 15,2 per cento dei consensi. Altrettanto probabili, secondo il televoto, le alleanze tra 5 Stelle e PD (14,1 per cento), Centrodestra e 5 Stelle (16,2 per cento). Il 17,2 per cento, infine, auspica il ritorno alle urne con una nuova legge elettorale.

Gli imprenditori italiani, interrogati nel corso del Workshop “Lo scenario dell’economia e della finanza” organizzato da The European House – Ambrosetti, concordano poi con le stime che indicano il PIL italiano nella forbice tra 1 e 2 per cento per il 2018: il 78,2 per cento è convinto che sarà questa la crescita dell’Italia quest’anno, e si segnala anche un 5,5 per cento di ottimisti che si spingono anche sopra la quota del 2 per cento per la crescita del nostro prodotto interno lordo.

Un valore paradossalmente in contrapposizione con l’indice di fiducia sulle prospettive future dell’Italia che emerge dal televoto: cresce rispetto al 2017 il numero di imprenditori che dichiara una bassa fiducia, ora sono il 38,4 per cento, mentre il 31,3 per cento giudica media la propria fiducia nel futuro del nostro paese.




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