Overview

Comunicazione

I punti chiave di una efficace strategia di comunicazione

Segmentare, ingaggiare relazioni tramite visual storytelling, comunicare peer-to-peer e monitorare costantemente i trend sono i punti chiave di una efficace strategia di comunicazione corporate per conquistare l’attenzione e l’engagement dei consumatori.

I punti chiave di una efficace strategia di comunicazione

Come conquistare l’attenzione e l’engagement dei consumatori?

Segmentare, ingaggiare relazioni tramite visual storytelling, comunicare peer-to-peer e monitorare costantemente i trend sono i punti chiave di una efficace strategia di comunicazione corporate per conquistare l’attenzione e l’engagement dei consumatori.

Questo è quanto emerso dagli interventi e dal dibattito con la platea al Communication Global Summit 2016 di The European House – Ambrosetti, che si è tenuto a Milano il 10 maggio e ha visto coinvolti massimi esperti internazionali di Corporate Communication.

Ecco i consigli dati dagli speaker.

J.Galbraith-G.Consonni-M.Merens

Jeremy Galbraith, CEO, EMEA & Global Chief Strategy Officer di Burson-Marsteller, consiglia alle aziende di puntare su:

  • Un’accurata personalizzazione e segmentazione dell’audience come elemento chiave per l’engagement. È ciò che può fare la differenza e generare conversioni
  • Uso di storie credibili e fortemente visuali
  • Coraggio e sperimentazione
  • Condivisione di esempi di leadership etica a cui ispirarsi.

Machteld Merens, Director Group Communications di Randstad, ha proseguito il dibattito sviluppando la tematica della trasparenza e della credibilità aziendale, valori che restano costanti nel tempo, al di là dei mezzi di comunicazione, e ai quali va riservata un’attenzione ancora maggiore nell’era della digital disruption.

L.Beveridge-G.Consonni-C.Dorland-ClauzelH.Knox-G.Consonni-E.Schick-R.PetitjeanCommunication-Global-Summit-2016

Louise Beveridge, Former SVP Communications di Kering, portando l’esempio del settore del lusso ha parlato di social engagement, brand reputation e social responsibility, argomentando che:

  • L’inconciliabilità tra social responsibility e profitto è fittizia; si tratta di una correlazione meno tangibile, meno misurabile e che spesso sfugge alle logiche del ROI, ma sulla quale poter far leva per il successo del business
  • La reputazione aziendale deve tararsi su 3 grandi cambiamenti in atto a livello sociale:
    1. L’attivismo popolare diffuso, causato dal sostanziale fallimento del sistema politico tradizionale
    2. I millenials, che aderiscono a delle scale di valori diversi dalle precedenti generazioni
    3. L’era delle conversazioni “no-limits” e istantanee. Questo è un elemento potentissimo ma anche una bomba senza orologeria, se mal gestito.
  • Il social engagement è il core, non un elemento accessorio.

Le case history presentate dai Communication Manager di Michelin, GE-Alstom, BASF e Microsoft hanno mostrato come un’azienda, se guidata da valori e obiettivi a lungo termine, possa prosperare e superare le sfide poste dalla crescente complessità grazie ad alcuni elementi strategici:

  • La scelta di dipendenti che condividano e vivano genuinamente i valori aziendali
  • L’attenzione continua all’intera catena di distribuzione, che è cruciale per la web reputation
  • L’uso di attività sociali di reale carattere partecipativo, non mere donazioni.
  • Il racconto del brand fatto in ogni occasione in modo creativo e accurato.

Prossimo appuntamento con i Global Summit The European House – Ambrosetti sarà il 15 giugno con il Leadership Global Summit.




Lascia un commento

I commenti, i dati personali (nome e/o pseudonimo) e qualunque altra informazione personale inserita dall’interessato saranno diffusi sul sito web in adempimento alla richiesta espressa dall’interessato. Vd. Informativa completa.
Per presa visione e accettazione

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Apprezziamo i vostri commenti. Ci riserviamo di rimuovere le frasi ritenute offensive.