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GLOBAL ATTRACTIVENESS INDEX

Attraverso il Global Attractiveness Index The European House – Ambrosetti ha cercato di costruire e trasferire, nella valutazione dell’attrattività dei sistemi-Paese, un approccio e metodologie più oggettive e affidabili rispetto a quelle fino ad ora adottate.

Global Attractiveness Index

Durante la 42esima edizione del Forum “Lo Scenario di oggi e di domani per le strategie competitive” è stato presentato il progetto Global Attractiveness Index, realizzato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con ABB, Toyota Material Handling Europe e Unilever.

L’iniziativa, alla sua prima edizione, ha l’ambizione di inaugurare un percorso il cui obiettivo ultimo non è la “demolizione” fine a se stessa degli altri ranking-Paese, quanto piuttosto la costruzione e il trasferimento, nella valutazione dell’attrattività dei sistemi-Paese, di un approccio e di metodologie più oggettive e affidabili.

Infatti, in un clima di instabilità e incertezza come quello attuale la competizione tra territori nell’attrazione di risorse – umane e finanziarie – si amplifica e presuppone, oltre ad un’ottimizzazione dei fattori abilitanti dell’ambiente pro-business, la capacità di gestione strategica dell’immagine-Paese e della sua competitività. Non a caso, ad oggi, il numero di classifiche internazionali che mettono a confronto i Paesi si spreca: i consulenti di The European House – Ambrosetti ne hanno censite almeno 85.

Purtroppo negli ultimi 10 anni (e più) l’Italia, in tutte le classifiche più accreditate e utilizzate, si è posizionata quasi sempre agli ultimi posti tra i Paesi ad economia avanzata e spesso dietro a Paesi in via di sviluppo. Solo per fare alcuni esempi, l’Italia è al 77° posto al mondo in libertà di stampa (dietro alla Namibia o al Burkina Faso), al 45° posto nell’Ease of Doing Business Report della Banca Mondiale (dietro alla Malesia o ancora alle Mauritius) e al penultimo posto in Europa per corruzione (nell’ultimo Report di Trasparency International l’Italia si posiziona al 61° posto, contro il 21° dell’Uruguay).

Immagine GAI

È evidente che tali posizionamenti, pur alla luce delle criticità note del sistema-Italia, rappresentano delle distorsioni significative della realtà oggettiva, che stridono con le capacità innovative e imprenditoriali del Paese e determinano, insieme ad altri fattori, effetti negativi a cascata. Si pensi, solo per fare un esempio, al dato preoccupante sui flussi di investimenti diretti esteri verso l’Italia, che diventa ancora più critico se si isolano le Regioni del Mezzogiorno.

D’altronde la stessa Italia, nonostante i posizionamenti registrati nelle classifiche più diffuse, ha una storia positiva da raccontare che è testimoniata, ad esempio, dalle nostre 400.000 imprese manifatturiere, il doppio della Germania o, se preferite, pari alla somma di Germania e Francia messe insieme, o ancora dall’elevata qualità e produttività, riconosciuta a livello internazionale, dei nostri ricercatori.

Tali considerazioni non attengono alla sola realtà italiana, ma valgono anche per molti altri Paesi non correttamente rappresentati nei loro veri fondamentali.

Alla luce delle considerazioni di cui sopra The European House – Ambrosetti ha lanciato, in collaborazione con ABB, Toyota Material Handling Europe e Unilever, il progetto Global Attractiveness Index, che si avvale del contributo di due Advisor di prestigio, Ferruccio de Bortoli (Presidente, Casa Editrice Longanesi e Associazione Vidas) ed Enrico Giovannini (Professore ordinario di Statistica Economica, Università Di Roma “Tor Vergata”, già Presidente ISTAT e Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali).

Il Rapporto sintetizza i risultati del primo anno di lavoro dell’Advisory Board Global Attractiveness Index il quale ha voluto analizzare – in maniera granulare – le metodologie con le quali vengono costruite le principali classifiche internazionali e, partendo dalle criticità riscontrate, costruire un indicatore innovativo e attendibile di attrattività – il Global Attractiveness Index – da proporre alla business community e ai policy maker. L’indice cerca di colmare una serie di lacune – presentate nel Rapporto – emerse da un’analisi granulare delle altre classifiche internazionali, adottando uno schema concettuale avanzato e un impianto metodologico pienamente in linea con le migliori pratiche internazionali riguardanti gli indicatori compositi.


Parallelamente il lavoro, grazie ad uno scouting delle migliori pratiche internazionali nella gestione dell’immagine-Paese, The European House – Ambrosetti ha voluto mettere a punto un Tableau de Bord per l’Italia e formulare alcune raccomandazioni e proposte operative per il nostro Governo, ai fini dell’implementazione di una strategia d’azione volta a migliorare l’immagine e l’attrattività dell’Italia.

In questo percorso, che troverà compiuta realizzazione nel tempo, è stata attivata una collaborazione con il Joint Research Centre della Commissione Europea, con il quale è stato intrapreso un percorso, non ancora concluso, di validazione statistica e controllo della qualità del Global Attractiveness Index.


Tavola Rotonda – 5 dicembre 2016

Quanto vale davvero l’Italia?


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