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GLOBAL ATTRACTIVENESS INDEX

Il Global Attractiveness Index è una piattaforma di misurazione dell’attrattività-Paese e di discussione dei fattori e delle strategie che maggiormente incidono su di essa. L’Indice GAI compara 144 Economie del mondo, che rappresentano il 92% della popolazione mondiale e il 97% del Prodotto Interno Lordo, su quattro macro-aree dell’attrattività (Apertura, Innovazione, Dotazione ed Efficienza) e su due pilastri della competitività (Dinamicità ed Efficienza). L’Indice riceve l’Audit Statistico Independente del Joint Research Center della Commissione Europea.

Global Attractiveness Index

Il progetto di ricerca Global Attractiveness Index è stato lanciato nel 2016 con l’ambizione di rendere disponibile ai decision maker italiani e internazionali un indice-Paese innovativo, in grado di offrire una fotografia rappresentativa dell’attrattività e sostenibilità competitiva dei Paesi e, conseguentemente, fornire indicazioni affidabili a supporto delle scelte di sistema in tema di crescita e ottimizzazione dell’ambiente pro-business.

Il GAI misura l’attrattività di un Paese attraverso una molteplicità di indicatori principalmente quantitativi, rappresentanti le diverse caratteristiche dell’attrattività, della dinamicità e della sostenibilità di un Paese. Nello specifico, il GAI analizza l’attrattività attraverso una doppia prospettiva:

  • interna, intesa come capacità di trattenere le risorse presenti sul territorio;
  • esterna, intesa come capacità di attrarre nuove risorse dall’estero.

Nella creazione dell’Indice GAI, si è adottato il potenziale punto di vista di un soggetto – investitore, impresa, talento, ecc. – che, in cerca delle miglior condizioni per effettuare le proprie scelte localizzative, si pone tre quesiti primari: Qual è la situazione attuale del Paese? Quali cambiamenti si stanno attuando al suo interno e con quali dinamiche? Qual è il grado di sostenibilità della situazione attuale nel breve-medio termine?

In quest’ottica, l’indice è composto da tre dimensioni:

1.un Indice di Posizionamento (IP), finalizzato a riportare una fotografia puntuale dell’attrattività di ogni Paese. Esso è espresso attraverso uno score (calcolato su base 100) e riporta il corrispettivo posizionamento del Paese all’interno di un ranking globale. L’IP esprime la fotografia attuale dell’attrattività di un territorio ed è composto da quattro macro-aree:

  • Apertura, intesa come la capacità di un territorio a favorire la circolazione di risorse economiche, umane e commerciali sia al suo interno che da e verso l’esterno;
  • Innovazione, concepita come l’insieme di elementi che compone l’ecosistema di un Paese (rete della ricerca, Istituzioni pubbliche, imprese, sistema della finanza) volto a promuovere e far progredire il progresso scientifico e tecnologico in termini di avanzamenti della ricerca e di applicazioni e ricadute di mercato per cittadini e imprese;
  • Efficienza, volta a catturare la capacità delle strutture organizzative e funzionali di un Paese nel garantire il corretto funzionamento (e la qualità) del mercato dei capitali, del mercato del lavoro, dei servizi e delle Istituzioni;
  • Dotazione, quale insieme degli asset non facilmente replicabili di un Paese e perciò in grado di rappresentare per esso un vantaggio competitivo rispetto ai propri competitor.

2.un Indice di Dinamicità (ID), volto a descrivere le tendenze di crescita e decrescita di medio periodo dell’attrattività dei Paesi;

3.un Indice di Sostenibilità (IS), che fornisce una indicazione quantitativa rispetto alla sostenibilità del posizionamento di un determinato Paese. L’Indice di Sostenibilità è sostenuto da due macro-aree ben distinte, finalizzate a ricomprendere con la maggior completezza possibile il concetto di sostenibilità:

  • Resilienza­, attributo volto a delineare la capacità di un territorio ad adattarsi positivamente ai cambiamenti. Un territorio resiliente è in grado di reagire e assorbire shock e/o periodi di crisi o incertezza adattandosi positivamente ai cambiamenti e adeguando le sue strutture e i suoi modelli istituzionali, sociali, economici. Un’alta resilienza è perciò un attributo positivo del sistema-Paese in analisi;
  • Vulnerabilità, attributo finalizzato a descrivere l’esposizione di un Paese a impatti negativi derivanti da situazioni ed eventi dannosi (interni ed esterni). Tali elementi negativi sono legati alle proprie caratteristiche intrinseche economiche, sociali e organizzative e sono concepiti nell’Indice come un attributo negativo del Paese in oggetto.

Tale struttura è capace di delineare un profilo completo delle condizioni di un sistema-Paese secondo una triplice dimensione:

  • Statica (situazione attuale);
  • Dinamica (tendenza di breve-medio periodo);
  • Prospettica (evoluzione possibile nel futuro).

Un elemento distintivo del GAI è rappresentato dalla ricostruire a ritroso delle serie storiche, per recepire in ogni edizione gli aggiornamenti rilasciati dai principali istituti statistici internazionali da cui derivano le basi dati. Per poter comparare correttamente nel tempo l’Indice, infatti, è necessario che le serie storiche sulle quali l’indicatore è costruito siano tecnicamente comparabili e che siano rilevate con le medesime condizioni. In taluni casi, il medesimo dato rilevato a distanza di anni può essere oggetto di rivalutazioni, sia per cambiamenti nelle metodologie di raccolta dei dati che per differenze fra un primo valore stimato e valori a consuntivo. Per tale ragione, come ogni anno, The European House – Ambrosetti ha ricostruito il database del Global Attractiveness Index per gli ultimi 6 anni (2013 – 2019), attingendo alle fonti più aggiornate. Conseguentemente, il Global Attractiveness Index viene ricalcolato a ritroso sugli ultimi 6 anni sulla base dell’ultima release dei dati.

Il calcolo dell’Indice a ritroso è un’importante scelta metodologica del Global Attractiveness Index che, da un lato, consente di tenere conto delle modifiche connesse all’aggiornamento delle serie storiche e, da un altro punto di vista, garantisce il confronto nel tempo dei KPI e dell’Indice di Posizionamento (IP) per ciascun Paese, offrendo una fotografia più rappresentativa e trasparente dei progressi dei singoli Stati nel tempo.

CHI PERDE E CHI VINCE NEL GAI 2020?
Per l’Unione Europea (UE) si registra un processo di diminuzione dell’attrattività (basti pensare che negli ultimi 5 anni il 75% dei Paesi europei è in riduzione o stabile nel ranking e che negli ultimi 10 anni la percentuale europea di Investimenti Diretti Esteri sul totale globale è diminuita dal 43,7% al 30,7%). Nel GAI 2020 l’Italia si conferma essere una economia a buona attrattività, posizionandosi al 18° posto su 144 Paesi censiti.

Rapporto completo

Mappa concettuale

Presentazione Prof. Enrico Giovannini

Comunicato Stampa 


L’Indice beneficia dell’audit indipendente condotto dal Centre on Composite Indicators and Scoreboards del Joint Research Centre della Commissione Europea.


Il Comitato Scientifico del progetto Global Attractiveness Index è composto da:

  • FERRUCCIO DE BORTOLI (Editorialista, Corriere della Sera)
  • LORENZO BINI SMAGHI (Economista; già membro del Comitato Esecutivo, Banca Centrale Europea)
  • ROBERTO MONDUCCI (già Direttore del Dipartimento per la produzione statistica, Istat)
  • ENRICO GIOVANNINI (Ministro delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile) – fino a febbraio 2021

I Partner

Nell’ambito della collaborazione di The European House – Ambrosetti con Radio Activa, nasce il programma DATASCAPES, pubblicato nel palinsesto della web radio.

Le prime quattro puntate del programma ruotano attorno ai temi del Global Attractiveness Index.

Il titolo della prima puntata (in onda giovedì 14 maggio, alle 9.00 con replica venerdì 15 maggio alle 16.00) è: “Vulnerabilità e Resilienza: a che punto è l’Italia e quali fragilità sta mettendo in luce l’emergenza COVID-19? Il dilemma tutto italiano tra “investimenti per il futuro” e “debiti con il futuro”. Nella puntata successiva si discuterà della macro-area Innovazione del GAI.

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Leggi l’articolo sul Global Attractiveness Index

Liquidità, non investire costa il 30%. Ma sei famiglie su dieci si fidano poco.
L'Economia del Corriere della Sera - 27 luglio 2020 
G. Petrucciani
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