Libro Bianco Valore Acqua 2026
Dati, analisi e raccomandazioni per una gestione efficiente, sostenibile e inclusiva della risorsa idrica. Settima edizione del rapporto annuale prodotto dalla Community Valore Acqua di TEHA Group.
Il cambiamento climatico sta ridisegnando la disponibilità idrica globale. L'Italia è il Paese più idrovoro d'Europa e si trova di fronte a un paradosso: abbondanza di risorse e competenze tecnologiche, ma consumi intensivi, infrastrutture da rinnovare e una tariffa tra le più basse dell'UE che frena gli investimenti necessari.
Il paradosso:"tanta acqua, poca acqua"
Con un'anomalia termica di +1,47 °C, il 2025 è stato il terzo anno più caldo di sempre. L'aumento delle temperature è correlato negativamente con la disponibilità idrica rinnovabile e positivamente con l'intensificarsi degli eventi estremi. L'Italia è il Paese con le maggiori perdite economiche legate al clima in Europa in valore assoluto.
Dopo la siccità del 2022, la disponibilità idrica rinnovabile è aumentata nel 2024 (+14,3% vs. media storica) a causa delle abbondanti precipitazioni al Nord, ma nel resto del Paese persiste la siccità. Nel 2025 si sono registrati 1.100 episodi di precipitazioni intense e 139 allagamenti urbani, in forte aumento in confronto alla media del 2000-2005 (45 precipitazioni e 3 allagamenti all’anno).
+1,47°C
Anomalia termica globale
1.100
precipitazioni intense
139
Allagamenti urbani
€13,4 MLD
Perdite economiche
Contesto climatico
Andamento delle anomalie termiche globali (var. °C vs. periodo preindustriale), 2015-2025.
La filiera idrica italiana verso lo Sviluppo Sostenibile
L'Indice Valore Acqua verso lo Sviluppo Sostenibile (VASS), elaborato da TEHA Group, misura il contributo della gestione idrica al raggiungimento dell'Agenda 2030 nei Paesi UE27 e nel Regno Unito. Nel 2025, l'Italia si colloca nella fascia medio-bassa della classifica europea: un Paese ricco di asset e competenze che fatica però a tradurli in leadership strutturale.
Il VASS è costruito sui dieci Obiettivi di Sviluppo Sostenibile impattati da una corretta gestione della risorsa acqua, per ciascuno dei quali sono stati identificati dei Key Performance Indicator (KPI).
I Sustainable Development Goal (SDG) impattati da una corretta gestione della risorsa acqua
SDG 2 – Sconfiggere la fame nel mondo, SDG 3 – Salute e benessere, SDG 6 – Acqua pulita e servizi igienico sanitari, SDG 7 – Energia rinnovabile, SDG 9 – Innovazione e infrastrutture, SDG 11 – Città e comunità sostenibili, SDG 12 – Consumo responsabile, SDG 13 – Lotta contro il cambiamento climatico, SDG 14 – Flora e fauna acquatica, SDG 15 – Flora e fauna terrestre
Scoreboard: la classifica europea della gestione idrica
Indice Valore Acqua verso lo Sviluppo Sostenibile 2026
Il posizionamento relativo di ogni Paese dell’Unione Europea all’interno di ciascun SDG e nella classifica generale è stato rappresentato tramite uno Scoreboard, indicando per ognuno il quartile di riferimento (verde scuro per il 1° quartile, verde chiaro per il 2° quartile, giallo per il 3° quartile e rosso per il 4° quartile). I quartili sono punti che suddividono una distribuzione di dati in quattro segmenti, ognuno dei quali rappresenta un quarto della distribuzione totale.
Luci e ombre della gestione idrica italiana
L'Indice VASS 2026 posiziona l'Italia al 19° posto nella classifica europea (Unione Europea + Regno Unito), a significativa distanza dai best performer: Danimarca, Paesi Bassi, Germania.
L'Italia dispone di asset qualitativi elevati, competenze tecnologiche avanzate e un'agricoltura sempre più orientata alla sostenibilità. Tuttavia, i modelli di consumo intensivi, le vulnerabilità climatiche e i ritardi infrastrutturali frenano l'allineamento ai migliori standard europei.
| PUNTI DI FORZA | PUNTI DI DEBOLEZZA |
Elevata qualità dell’acqua di rete, con 85% della risorsa idrica prelevata in Italia proveniente da falde sotterranee (7° in Europa vs. media del 62%) Bassi consumi energetici idrici: solo l'11% dei consumi idrici totali è destinato al settore energetico, contro una media europea del 32% (8° in Europa) Buon livello di competenze tecnologiche: 82 richieste di brevetti per tecnologie legate all’acqua (4° in Europa vs. media di 32) e 7.374 citazioni per pubblicazioni legate all’acqua (2° in Europa vs. media di 2.151) Agricoltura biologica: il 19,5% del terreno agricolo è dedicato al biologico (4° in Europa, vs. media dell’11%) | 1° Paese in Europa per consumo di acqua minerale: 249 litri pro capite (vs. media di 91). 3° Paese in Europa per consumo domestico di acqua potabile: 62 m³ pro capite/anno (vs. media di 45). Perdite economiche da cambiamento climatico: €227 pro capite (vs. media di €112). Depurazione acque reflue al di sotto della media UE: solo il 71% delle acque reflue domestiche è depurato in modo sicuro (vs. media dell'80%). |
A causa di questi elementi, l’Italia si colloca nella fascia medio-bassa della classifica europea: un sistema che, pur disponendo di asset rilevanti, fatica a tradurli in una leadership strutturale nella gestione sostenibile della risorsa idrica.
Il ruolo strategico della tariffa
Esiste una correlazione diretta tra performance idrica e livello tariffario: i Paesi nei quartili superiori dello Scoreboard VASS presentano tariffe sensibilmente più alte.
Nei prossimi anni, la tariffa rimarrà la principale fonte di finanziamento (41%) per i gestori: nel triennio 2023-2025 la tariffa ha sostenuto gli investimenti per il 67% del totale. Tuttavia, al concludersi del ciclo di finanziamento del PNRR, si apre uno spazio crescente per il contributo del capitale privato, che potrebbe coprire complessivamente il 18% degli investimenti post-PNRR: il 10% attraverso accordi di Partenariato Pubblico-Privato e l’8% tramite finanziamenti privati, a debito o senza far ricorso ad esso.
Per l'Italia, una eventuale crescita della tariffa deve anche confrontarsi con l’accettazione pubblica. Sebbene oltre la metà dei cittadini italiani (56%) reputi «alto» o «molto alto» il costo del servizio idrico, la tariffa italiana è attualmente tra le più basse dell'Unione Europea, con un divario del 30% rispetto alla media comunitaria. Il 91% non è in grado di quantificare correttamente il costo.
Solo il 35% dei cittadini è disposto a contribuire al contrasto e all’adattamento al cambiamento climatico con l’aumento della bolletta
Risposte alla domanda «Quanto sarebbe disposto a pagare di più in bolletta per contribuire al contrasto e all’adattamento del cambiamento climatico?» (% del totale), 2025.
L'impronta idrica degli italiani
L'impronta idrica (water footprint) misura sia i consumi diretti sia quelli indiretti legati alla produzione di beni e servizi.
Le scelte di consumo e produzione influenzano significativamente la gestione della risorsa idrica. Adattarsi all’era della “bancarotta idrica globale” richiede una trasformazione culturale che coinvolga cittadini, imprese e istituzioni.
Sebbene il 96% degli italiani dichiari di adottare comportamenti per la riduzione dei propri consumi idrici e più della metà (57%) dichiari un impegno concreto e quotidiano a tale fine, solo il 4% è in grado di quantificarli o li sottostima abbondantemente. Più di un quarto dichiara di non saper valutare i propri consumi idrici.
In questo contesto, anche le imprese idrovore possono assumere un ruolo proattivo adottando un approccio “Water Positive”, ovvero il restituire all’ambiente e alla comunità più acqua di quella consumata, attraverso strategie basate su efficienza, riciclo e tecnologie innovative.
Cosa fare per rafforzare la filiera idrica italiana
La settima edizione della Community Valore Acqua propone un intervento coordinato su scala nazionale. Le 10 raccomandazioni agli attori della filiera coprono governance, investimenti, digitalizzazione, comportamenti e cooperazione internazionale.
1. Visione sfidante per una filiera dell’acqua e un Paese più sostenibile
Affermare l’Italia come un Paese sostenibile, a partire dalla gestione efficiente, locale e circolare della risorsa acqua, che sia impegnato nella mitigazione del rischio legato alla risorsa a 360°, capace di attrarre investimenti e innovazioni tecnologiche lungo la filiera estesa, con un’autorevole influenza a livello europeo e che faccia della gestione sostenibile della risorsa acqua un asset competitivo e di sviluppo.2. Creazione delle condizioni abilitanti per la crescita degli investimenti e il consolidamento del settore
- Promuovere la gestione idrica a carattere industriale attraverso il consolidamento del settore e la contemporanea riduzione delle gestioni in economia, soprattutto nel Sud del Paese
- Completare il percorso di distrettualizzazione della rete idrica italiana su larga scala
- Rafforzare e dispiegare pienamente l’efficacia del Dibattito Pubblico e del coinvolgimento dei cittadini per l’accettazione di grandi investimenti strategici per la gestione dell’acqua, attraverso adeguati poteri alla Commissione Nazionale e una migliore definizione dei limiti temporali
3. Rilancio degli investimenti anche attraverso la leva dei finanziamenti pubblici e privati
- Assicurare il rispetto delle tempistiche del PNRR, declinando una strategia di sfruttamento efficiente e rapida dei fondi dedicati alla filiera estesa dell’acqua
- Abilitare una crescita del volume degli investimenti nel settore idrico al fine di mantenere un tasso di investimento dei gestori industriali di 100 euro pro capite
- Continuare a proporre standard di efficienza nella messa a terra degli investimenti tramite fondi pubblici, dando seguito agli insegnamenti del PNRR e un nuovo approccio performance-based
- Colmare il fabbisogno di investimenti da indirizzare al termine dei finanziamenti del PNRR, utilizzando strumenti di Finanza Sostenibile (es. Blue/Water Bonds) o permettendo l’entrata di capitale privato (es. Partenariato Pubblico-Privato, Water Credits, Volumetric Water Benefits)
- Sostenere la candidatura della filiera estesa dell’acqua come prima «filiera benefit» in Italia
4. Adeguamento tariffario e sostegno finanziario per la sensibilizzazione al corretto utilizzo idrico
- Abilitare un aggiornamento tariffario che consideri i costi di mantenimento e operatività delle nuove infrastrutture, a partire dal sistema di depurazione quaternario
- Riconoscere, mediante strumenti finanziari dedicati e coerenti con l’assetto delle competenze vigenti, le attività operative e manutentive svolte a presidio della resilienza idraulica dei territori
- Promuovere una collaborazione tra gestori idrici, filiera estesa dell’acqua e Comuni di riferimento per l’elaborazione di un Piano di resilienza delle Città agli eventi estremi, guardando alle Nature-Based Solutions in ambito urbano
- Riconoscere, sia con un adeguamento del livello tariffario per il Servizio Idrico Integrato sia con finanziamenti mirati, gli oneri di comunicazione e sensibilizzazione al corretto utilizzo idrico
5. Aggiornamento infrastrutturale per stoccaggio e circolarità idrica (Circular Water): invasi, depurazione certificata, riuso in agricoltura e industria, dissalazione
- Permettere la piena operatività degli invasi ad oggi esistenti e costruire nuove infrastrutture di accumulo e sistemi di regolazione dei diffusi
- Accelerare gli interventi di messa in opera delle infrastrutture di depurazione nei territori sprovvisti del servizio, ipotizzando una filiera della depurazione che sia certificata
- Creare una filiera economica nazionale o europea a valle della depurazione che permetta la riduzione dei costi di ritiro di un «rifiuto» e generi ulteriore valore a partire da una «risorsa»
- Identificare strumenti per favorire il riuso dell’acqua sia nel settore industriale sia in agricoltura
- Diversificare le fonti di approvvigionamento della risorsa (es. dissalazione)
6. Digitalizzazione della filiera estesa (Smart & Digital Water)
- Favorire l’adozione di tecnologie Smart Water nella filiera per digitalizzare le infrastrutture di rete e incentivare l’installazione di contatori individuali «smart» nei condomini
- Promuovere con finanziamenti adeguati la digitalizzazione del settore agricolo e delle reti idrauliche tramite l’estensione dei modelli di Agricoltura 4.0 e dell’Agricoltura Rigenerativa
- Sfruttare la transizione digitale per implementare sistemi di tracciamento e allerta preventiva finalizzati alla riduzione dei rischi per la salute causati dall’acqua
- Adottare Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile per proteggere le città dagli allagamenti
7. Efficientamento nell’utilizzo dell’acqua e diffusione di un approccio «water positive»
- Sviluppare un database comune e aggiornabile nel tempo per monitorare lo stato e la variazione della water footprint delle imprese all’interno del contesto italiano
- Promuovere un approccio «Water Positive» abilitato dalle industrie idrovore, a partire dal settore emergente dei Data Center, affinché siano i privati ad investire per la resilienza del bacino idrico e dell’ecosistema di riferimento in un paradigma di «industria al servizio del territorio»
- Introdurre sistemi premianti, Water Credits o Benefits, a seconda del settore di utilizzo (agricolo o industriale), per incentivare il risparmio idrico e la riduzione dei prelievi degli utilizzatori di acqua
8. Efficientamento della raccolta e gestione dei dati lungo la filiera estesa dell’acqua
- Completare l’elaborazione dei bilanci idrici per distretto e sub-distretto, i quali consentiranno di individuare le criticità nell’offerta idrica e attribuire un livello di priorità alle relative soluzioni territoriali
- Normare il censimento dei contaminanti emergenti, sui quali ad oggi non esistono obblighi di legge che richiedano standard analitici di monitoraggio
- Creare un Osservatorio Nazionale per la definizione di misure unitarie di monitoraggio, raccolta e diffusione dei dati del settore idrico, con il supporto della Community Valore Acqua, al fine di creare un un’unica banca dati per i diversi usi della risorsa nella filiera integrata e nelle Regioni
9. Comunicazione, educazione e formazione sulla corretta gestione della risorsa acqua
- Rendere nazionale il progetto pilota nelle scuole italiane avviato dalla Community Valore Acqua
- Avviare un percorso di formazione e creazione di competenze atto a creare i «nuovi professionisti dell’acqua» di domani, anche attivando programmi di educazione sullo stato della gestione idrica in Italia e il valore dell’acqua in un contesto di crisi climatica
- Favorire un dialogo istituzionale per un’azione strutturata di sensibilizzazione ed informazione, anche giornalistica, sull’importanza dell’acqua come risorsa scarsa e strategica
10. Rafforzamento della collaborazione pubblico-privata e coordinamento integrato fra i diversi stakeholder
- Favorire un accentramento delle competenze dei diversi Ministeri coinvolti nella gestione della risorsa acqua ad oggi in un unico Ministero dell’Acqua
- Rendere permanente la Cabina di Regia per la Crisi Idrica di Palazzo Chigi
- Proseguire nel percorso di posizionamento internazionale della filiera dell’acqua italiana, valorizzando iniziative quali l’EuroMed Water Forum (che sarà in Italia per la prima volta nel 2026) e la partecipazione al World Water Forum 2027, con l’ambizione di portarlo in Italia nel 2030
- Costituire ecosistemi, sia di enti pubblici che privati, che collaborino a livello territoriale per la condivisione di costi e benefici di investimento per l’efficienza idrica, disseminazione di conoscenza e contaminazione tecnologica, in ottica di «Comunità Idrica»
Quanto vale la filiera estesa dell’acqua in Italia?
L’acqua è un input primario per varie attività economiche, tra cui il settore agricolo, le imprese manifatturiere idrovore e il settore energetico. Considerando la filiera estesa dell’acqua in tutta la sua estensione, sommando il contributo del ciclo idrico esteso e delle catene di fornitura e subfornitura, delle gestioni in economia e delle attività che utilizzano l’acqua come input primario, si può affermare che in Italia l’acqua sia l’elemento abilitante per la generazione di 384 miliardi di euro di Valore Aggiunto nel 2024. Senza la risorsa acqua il 20% del PIL italiano non potrebbe essere generato.
+1,1 MLN
ziende agricole
330.000
imprese manifatturiere idrovore
10.000
imprese del settore energetico
Community Valore Acqua
Nel 2019, TEHA Group ha costituito la Community Valore Acqua, una community multistakeholder dedicata all’elaborazione di scenari, strategie e politiche sulla gestione della risorsa acqua.
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