Gestire la salute mentale in tempo d'incertezza | The European House - Ambrosetti

10 Ottobre 2022

Responsabile
Daniela Bianco
Gestire la salute mentale in tempo d'incertezza

Oggi, 10 ottobre 2022, è la Giornata Mondiale della Salute Mentale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Che cos'è la salute mentale?
“La salute mentale è uno stato dinamico di equilibrio interiore, che consente agli individui di adoperare le proprie abilità in armonia con i valori universali della società. Capacità cognitive e sociali base; abilità di riconoscere, esprimere e regolare le proprie emozioni, così come provare empatia verso gli altri; flessibilità e abilità di affrontare eventi avversi e funzioni in ruoli sociali; rapporto armonioso tra corpo e mente rappresentano componenti importanti della salute mentale, che contribuiscono, in diversa misura, allo stato di equilibrio interiore”. Committee on Ethical Issues of the European Psychiatric Association 


L'argomento sta ricevendo più attenzione sui media e i social, particolarmente a seguito degli eventi recenti. Nel 2022, la popolazione europea ha assistito alla comparsa simultanea di gravi fattori di crisi, tra cui la pandemia da Covid-19, fattori geopolitici (a partire dalla guerra in Ucraina) che hanno causato crisi umanitarie, indebolimento dell'economia (con inflazione e aumento esponenziale dei costi dell'energia), e la rottura delle catene di approvvigionamento, che si uniscono a grandi sfide globali, come il cambiamento climatico, l'"inverno demografico" e tensioni sociali - che nel loro insieme possono portare a un consistente aumento di disordini mentali.

Varie azioni, attività, programmi e iniziative sono state messe in campo dalla OMS per sostenere gli Stati Membri nel gestire i disordini mentali nel modo più appropriato. Un esempio è il Mental Health Action Plan (pubblicato per il periodo 2013-2020), che è stato esteso fino al 2030. Inoltre, la salute mentale è stata inclusa nei Sustainable Development Goals (SDGs).

Tuttavia, l'ultima analisi delle performance dei Paesi condotta nell'ambito del Mental Health Atlas della OMS ha mostrato che i progressi sono stati pressoché limitati.  


Salute mentale e la pandemia da Covid-19 

I potenziali effetti sulla salute mentale del Covid-19, le varie restrizioni e le conseguenze sanitarie e socio-economiche sono una delle più importanti sfide della pandemia. Secondo il Global Burden of Disease (GBD), ha finora causato un aumento del +27.6% in disturbi depressivi maggiori, un +25.6% in disturbi d'ansia, e si è registrato un rischio più elevato di comportamenti suicidi tra i più giovani.

Le conseguenze sulla salute mentale toccano tutte le età – dai più giovani (interruzione della scolarizzazione) agli adulti (disoccupazione, povertà, debito) e gli anziani (isolamento) – ma sono particolarmente preoccupanti gli impatti su bambini, adolescenti, anziani e persone con disabilità, nonché gli operatori sanitari.

I dati disponibili sugli impatti relativi al genere suggeriscono che le conseguenze sulla salute mentale colpiscono in modo sproporzionato le donne, più soggette a forme depressive (+29,8% vs. +24,0% negli uomini) e disturbi d'ansia (+27,9% vs. +21,7% negli uomini), come illustrato in un precedente studio sulla salute mentale delle donne in tempo di Covid-19.      


Headway Mental Health Index 2.0

Monitorare la reattività di un Paese, valutandone l'andamento nel tempo e confrontandolo con altri sistemi, permette di avere un quadro dinamico e più completo degli effetti degli interventi di politica sanitaria, sociale, occupazionale, educativa e ambientale sullo stato di salute mentale della popolazione.

Questa la premessa di "Headway", iniziativa sulla salute mentale ideata e lanciata nel 2017 da The European House - Ambrosetti in collaborazione con Angelini Pharma, con l'obiettivo di creare una piattaforma multidisciplinare di riflessione strategica, analisi, dialogo e confronto tra le diverse esperienze europee. La terza edizione del Forum "Headway - A new roadmap in mental health" si è svolta il 28 settembre 2022 al Parlamento europeo a Bruxelles. Durante l'evento è stato presentato il report "Headway - Mental Health Index 2.0".


Pierluigi Antonelli, CEO Angelini Pharma, e Daniela Bianco, Senior Partner e Responsabile dell'Area Healthcare di The European House - Ambrosetti


"Headway Mental Health Index 2.0" è stato creato per fornire un quadro multidimensionale tra i Paesi europei (EU-27 + UK). Misura indicatori che rappresentano gli aspetti chiave della salute mentale, selezionai in base alla comparabilità e disponibilità dei dati dai Paesi target. Il rapporto considera inoltre 55 KPI relativi alle seguenti macroaree.   


Fattori ambientali determinanti per la salute mentale

  • I cambiamenti climatici possono stimolare comportamenti impulsivi e portare a più alti tassi di suicidio
  • L'inquinamento atmosferico, dato ad esempio da livelli elevati di PM2,5 (particolato fine), contribuisce allo sviluppo di ansia. 1 cittadino su 8 vive in aree urbane esposte a livelli elevati di PM2,5
  • Il 20% della popolazione UE vive in aree in cui i livelli di inquinamento acustico dato dal traffico sono dannosi per la salute mentale
  • 1 persona su 5 che vive in contesti post-bellici può sviluppare un disturbo mentale


Stato mentale della popolazione

  • In Europa, la pandemia da Covid-19 ha innescato un aumento del 25% della prevalenza di ansia e disturbi depressivi, che colpisce oltre 110 milioni di persone
  • I disturbi mentali sono tra le 10 malattie più comuni, e sono la 2^ malattia non trasmissibile più invalidante. Sono responsabili di oltre 16,9 milioni di anni persi a causa di una disabilità 
  • Circa il 4% dei decessi annuali (235.000) sono causati da disturbi mentali e comportamentali. Nella regione OMS-Europa, la cattiva salute mentale è responsabile di 140.000 morti all'anno per suicidio: è la quarta causa di morte nella popolazione sotto i 20 anni
  • Dipendenza ed episodi di abuso di alcol, tabacco e droghe sono spesso correlati e rappresentano importanti fattori di segnalazione dei disturbi mentali in entrata o in corso. Nell'UE, il 32,9% delle persone riferisce di aver bevuto pesantemente, il 25% degli uomini e il 16% delle donne riferisce di aver fumato ogni giorno, e il 29% ha fatto uso di droghe illegali almeno una volta nella vita.


Reattività del sistema in risposta ai bisogni di salute mentale in ambito sanitario

  • Paesi Bassi, Belgio e Portogallo hanno i punteggi più alti in termini di qualità della salute mentale in Europa. In fondo alla classifica ci sono Romania, Grecia e Lettonia
  • La spesa media per la salute mentale è pari al 5,4% del PIL nazionale. I paesi investono in modo diverso nella salute mentale. In particolare, Francia (14,5%), Germania (11,3%) e Svezia (10,0%) sono i principali investitori, superando significativamente la media UE + UK. Vi è tuttavia un problema di sotto-segnalazione e dati mancanti che condizionano l'effettiva disponibilità di risorse sanitarie
  • Il costo relativo alle malattie mentali è pari a 600 miliardi di euro (4% del PIL europeo). Entro il 2030, i disturbi mentali rappresenteranno oltre il 50% dell'onere economico globale totale delle malattie non trasmissibili 


Reattività del sistema in risposta ai bisogni di salute mentale sul posto di lavoro, nelle scuole e nella società

  • Nei Paesi OCSE, il tasso di disoccupazione è in media del 7,7% più alto per le persone che segnalano una condizione di disordine mentale. Inoltre, il divario retributivo tra individui con malattia mentale e la popolazione generale è pari al 17,5%
  • Secondo gli ultimi dati forniti dall'OMS, il 45,8% dei Paesi dell'UE ha introdotto programmi di prevenzione e promozione della salute mentale in ambito lavorativo. Nella maggior parte dei casi, sono gestiti direttamente dal governo, mentre in altri casi più rari dal privato o attraverso un partenariato pubblico-privato
  • Il sistema scolastico rappresenta un fattore importante nello sviluppo di una buona salute mentale per bambini e adolescenti. La ricerca scientifica mostra che l'insorgenza di condizioni di salute mentale come la depressione e l'ansia sono collegate a un calo delle prestazioni scolastiche: il 14% dei ragazzi che abbandonano la scuola in Europa sono studenti con disturbi mentali, il 24% degli studenti con problemi mentali hanno maggiori probabilità di ripetere un anno


Considerazioni finali

Nel continente europeo, esiste una grande varietà di sistemi sanitari, sociali ed economici.



Una delle lezioni più importanti apprese durante la realizzazione di questo studio è che, al fine di soddisfare adeguatamente le esigenze della società nel settore, i servizi di salute mentale devono essere in grado di adattarsi rapidamente alle circostanze e ai contesti mutevoli in modo da mantenere la continuità anche durante uno stato di emergenza. Ciò è possibile solo fornendo sostegno in contesti basati sulla comunità e in modo trasversale tra tutti i settori (ambiente, luoghi di lavoro, scuole e società in generale).

Nonostante i progressi compiuti in alcuni Stati membri, altri sono in ritardo. In questo scenario, il "Headway - Mental Health Index 2.0" può essere uno strumento utile per il monitoraggio e la pianificazione delle politiche sanitarie, assistenziali, educative e ambientali sulla salute mentale nei Paesi europei, per migliorare le aree critiche e far leva sulle buone pratiche.

Non cogliere questa occasione oggi sarebbe un'opportunità persa per i decisori, e potrebbe minacciare la coesione sociale, la sostenibilità e la crescita economica del sistema nazionale. È quindi urgente affrontare il tema della salute mentale attraverso politiche trasversali e integrate, all'interno di una strategia europea per la salute mentale e di un Anno Europeo dedicato alla salute mentale nel 2023.


Leggi il rapporto completo "Headway Mental Health Index 2.0"

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